Tra no global e passerelle, è iniziata la seconda giornata del Festival
Prima giornata del Festival conclusasi all’insegna della goliardia e del panico collettivo.
Piccolo spavento durante la proiezione di “The Exorcism of Emily Rose” (e non certo per il film), mentre fuori si concludeva la cerimonia di apertura della mostra. Qualche rumore all’esterno, sottile vociare in sala, sarà mica un attentato? Ma no, solo i classici fuochi d’artificio che tutti gli anni inaugurano la mostra. Unico rammarico, certo, l’averli persi per un film che – oltre ad urla, grida, attacchi di panico e possessioni del demonio – altro non è che l’ennesimo film di genere che traspone sullo schermo cinematografico i successi commerciali del Codice Da Vinci et similia.
“The exorcism of Emily Rose” di Scott Derrickson(fuori concorso,) si ispira a fatti realmente accaduti e, nella cerchia ristretta degli appassionati del genere, può anche essere considerato un buon film. Buona la ricostruzione del processo (un prete viene incriminato per la morte di una diciannovenne sottoposta ad un esorcismo) e le arringhe degli avvocati di turno che rimandano al secolare dibattito scienza/religione.
Commuove, invece, “All the invisibile children” (fuori concorso) che raccoglie sette episodi di altrettanti registi. Il film è raccolto sotto il filo comune dell’infanzia rubata, abbandonata a se stessa. Anche i grandi, una volta, sono stati bambini, dice il piccolo principe, citato a fine film. I proventi verranno devoluti all’Unicef. Tra gli episodi più strazianti c’è quello di John Woo, magistralmente diretto, e un divertentissimo Emir Kusturica che torna alla leggerezza delle sue prime opere.
Non manca (come tutti gli anni, ormai tradizione radicata qui a Venezia) la protesta dei no global che sfilano sulla passerella insieme agli invitati. Non si sa chi siano, né cosa vogliano (ma sono quattro gatti) e così vanno via in sordina dopo aver al solito rumoreggiato. Dite qualcosa di sinistra, per favore.
Oggi la giornata si è aperta con la presentazione del nuovo film di Manuel De Oliveira, novantasettenne regista portoghese, che presenta in concorso “L’espelho magico”. Lo specchio magico che riflette il passato, la tradizione, una religione borghese e capricciosa avvinghiata a se stessa. Con la protagonista (Marisa Paredes, Tutto su mia madre) il cui sogno è vedere la Madonna, trovarsela di fronte e farle delle domande. Oppure, per dirla alla Carmelo Bene, è lei che vuole apparire alla Madonna? Un film molto intenso che, a tratti, strappa anche qualche sorriso in sala. Ironia, arte del paradosso (l’accostarsi di elementi diversi e iperbolici che suscitano il sorriso, la sorpresa), arte in cui il maestro eccelle. Peccato solo per l’ora (proiettato alle nove del mattino!), tra chi usciva e chi sonnecchiava. Qualche sottotitolo, a dire il vero, l’abbiamo perso anche noi.
Attesa per le tredici, invece, l’attesissima conferenza stampa di Gorge Clooney che parlerà del suo “Good Night, and Good Luck”. La sala è già gremita, quando c’è Clooney arrivano le sorprese. Speriamo solo non facciano le solite domande sulle donne italiane e la casa sul lago di Como.
pierpaolo.simone@nonsolocinema.com





