Difficile affrontare i propri fantasmi e fare i conti con la propria coscienza. Gli errori del passato ritornano e le debolezze uno se le porta sempre addosso, come uno stigma.
Il peggio che si possa fare è tacere, mentire, isolarsi, nascondersi: i fantasmi arrivano lo stesso e non si può fingere che vada tutto bene. Nascondersi significa anche distruggere i rapporti con le persone che più si amano e, poi, con tutti gli altri.
Regina è una studentessa di quindici anni che si sta avviando a diventare una brava cantautrice professionista. Nelle sue canzoni ci mette la sua vita, l’amore e la nostalgia per la madre, morta anni prima. Detesta la fidanzata di suo padre Luigi, uomo dal passato borderline: è stato uno scostante musicista ed ora lavora senza molta convinzione in un locale, sgraffignando appena riesce qualche cassa di champagne.
Eppure i due sono una famiglia e, per quanto male assortiti, hanno un buon rapporto e si supportano e si prendono cura l’uno dell’altra.
Nel tempo libero Luigi va a pesca in barca in un lago dove c’è un evidente divieto di pesca e di navigazione. Atteggiamento in linea con il suo stile di vita di “arrangiarsi” con illeciti piccoli e apparentemente innocenti. Durante una gita con Regina, avviene una tragedia, tenuta nascosta per il timore di dover ammettere che erano dove non avrebbero dovuto essere; come si dice: “peggio la toppa del buco”. Si innesca così a cascata un dramma con conseguenze devastanti per entrambi e dove i ruoli di genitore e figlia in qualche modo si ribaltano.
Regina cerca di risarcire come ha imparato dal padre, con il denaro: ma la coscienza non si compra. Per ritornare a vivere ci vuole ben altro.
Un dramma non scontato, più psicologico che d’azione, ambientato in Calabria con ragionevoli accenni alla malavita e con un piccolo cameo del cantante calabrese Brunori SAS.
Credibili gli interpreti e brava la giovane Ginevra Francesconi (Regina) anche come cantante.
Alessandro Grande, quarantasettenne regista di Catanzaro, con Regina, suo primo lungometraggio, partecipa al concorso del 38° Torino Film Festival 2020.






