venerdì, Luglio 31, 2026
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“A QUALCUNO PIACE CALDO” DI Gino Segrè

A QUALCUNO PIACE CALDO

Sembrerebbe che si faccia il verso al titolo del famoso film di Wilder “A qualcuno piace caldo”, e invece è un libro scientifico “A qualcuno piace freddo”, di quelli che riconciliano con il senso un po’ distaccato con quegli studi ritenuti un po’ ostici se non se ne ha la predisposizione. Si può infatti leggere di scienze senza avere la predisposizione a recepirne gli smisurati contenuti? Ci si può innamorare in età più matura di argomenti ritenuti archiviati pur avendone masticato (magari a fatica) durante gli anni del liceo?

Sembrerebbe che si faccia il verso al titolo del famoso film di Wilder “A qualcuno piace caldo”, e invece è un libro scientifico “A qualcuno piace freddo”, di quelli che riconciliano con il senso un po’ distaccato con quegli studi ritenuti un po’ ostici se non se ne ha la predisposizione. Si può infatti leggere di scienze senza avere la predisposizione a recepirne gli smisurati contenuti? Ci si può innamorare in età più matura di argomenti ritenuti archiviati pur avendone masticato (magari a fatica) durante gli anni del liceo?

Si può riscoprire una nascosta passione verso concetti scientifici, se però vengono esposti senza il piglio di dettare formule e congetture solo per addetti o per “eletti”.
Ecco allora un libro che sa occuparsi di tematiche di non abituale “consumo”, malgrado la nostra quotidianità sia costantemente ordinata da quelle leggi fisiche e biochimiche a cui, per “ovvie” ragioni, non facciamo più caso. Lo fa in maniera scorrevole, elegantemente discorsiva e ricca di esperienze che toccano l’anatomia come l’etologia e la sociobiologia, l’astrofisica come la geologia.

Parliamo appunto del libro (edito da Bollati Boringhieri) “A qualcuno piace freddo” ed ha per sottotitolo Temperatura, vita, materia. L’autore è Gino Segrè, stimatissimo professore di fisica e di astromia presso l’Università della Pennsylvania. Vive a Filadelfia ed è un esperto di particelle elementari.

Affiora dunque, in una scorrevolissima lettura del testo, che l’autore è attratto dalla “temperatura”, una delle tre grandezze fondamentali – insieme al tempo ed alla lunghezza – che regola i ritmi della nostra vita. E’ la temperatura quel parametro ritenuto forse il più sfuggente ma che è anche il maggior rivelatore dello stato in cui versa la nostra vita e quello della materia che ci circonda. Se misuratori di tempo e di lunghezza non hanno avuto nel corso dei secoli apprezzabili mutazioni nella loro valutazione, la temperatura invece solo da pochi secoli è entrata a far parte di considerazioni scientifiche connesse alla vita organica e al mondo inerte.

Ciò che appassiona lo studioso è lo scoprire per quali misteriose ragioni la temperatura del nostro corpo si mantiene relativamente costante sia che viviamo nel gelido Antartide sia che siamo esposti ai caldi del Sahara o nei climi tropicali ed equatoriali.
Per parlare di adattamento metabolico, Segrè ci accenna delle tuffatrici “ama”. Non crediamo siano molte le persone che abbiano sentito parlare di queste donne. Sono giapponesi e coreane che si guadagnano da vivere immergendosi tutto l’anno in acque oceaniche per raccogliere piante e animali. Queste donne iniziano a lavorare nella primissima adolescenza e continuano a tuffarsi fino a oltre i sessant’anni.

Ed ancora, il libro offre ulteriori ed appassionanti informazioni su esperimenti eseguiti su campioni del ciclismo come Merckx, parla delle spedizioni in condizioni proibitive al Polo Nord, del cambiamento del clima con la riduzione dei ghiacciai, delle anomalie organiche come la febbre e quindi svela che l’inventore del termometro è stato Galileo Galilei, punto di partenza della scienza moderna. E di Galeno, che duemila anni fa associava il nostro comportamento agli umori, partendo dai costituenti (per i greci) della materia e cioè terra, aria, acqua e fuoco. Da queste idee trasse spunto per formulare la dottrina dei quattro umori del corpo: sangue, bile gialla, bile nera e flemma. Equivalenti del comportamento umano che il pittore cinquecentesco Durer ripropose in tela ne “I quattro apostoli”: San Giovanni il sanguigno, San Marco il collerico, San Paolo il melanconico, e san Pietro il flemmatico.
In definitiva, un libro di assoluto rigore scientifico ed umano, utile per riconciliarci con …la scienza perduta.

G. Segrè, A qualcuno piace caldo, Bollati&Boringhieri, pp.287, €27.20