venerdì, Luglio 31, 2026
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BB King a Villa Pisani: il saluto al “Re” del blues

Nell'appuntamento dello Strafestival, la festa per l'ultimo tour italiano di BB King

Nella splendida cornice della settecentesca Villa Pisani, nell’ambito dello Strafestival, l’atteso appuntamento con il concerto di BB King, il secondo della tranche italiana dopo il debutto di due giorni fa a Mantova. L’ottantunenne bluesman americano ha dato vita ad uno spettacolo divertente ed emozionante, il pubblico ha tributato un’ovazione continua per rendere conto della carriera di questo patriarca del blues.

BB King lo aveva già annunciato: “è l’ultima tournée in Europa”. I problemi di diabete infatti gli impediscono di viaggiare in aereo, e da qui deriva il motivo della sua sofferta decisione. L’ha intitolato “International Farewell Tour” per l‘appunto, un addio che lascia un pizzico di rammarico tra i numerosi appassionati. Di fronte ad una tale leggenda vivente, per il suo tour d’addio nel vecchio continente, in ogni caso non poteva che essere un successo.

La band si presenta iniziando con due pezzi strumentali, in cui la sezione dei fiati (due sax e due trombe) scalda subito l’atmosfera alternandosi negli assoli. Subito dopo sale sul palco BB King, che viene presentato dallo speaker, e a cui fa seguito la cerimonia della consegna delle chiavi della città di Stra da parte dell’assessore.
Il “Re” sembra entrare subito in empatia con il pubblico, a cui del resto dedica il primo pezzo. Ad ogni intro è un’ovazione. E’ una prima parte di concerto dove esegue pezzi piuttosto veloci, come “Blues man”, e il pubblico risponde spellandosi le mani. Le canzoni sono dilatate fortemente dai lunghi (auto)ironici monologhi non sempre, purtroppo, del tutto comprensibili (d’altra parte lui si scusa subito per il suo “bad english”), in funzione dei quali la band modula l’accompagnamento, senza pause, che riprende vigore alla ripresa del cantato. E proprio questa è la cosa che forse stupisce di più, la sua voce, ancora potente come un ruggito, ruvida al punto giusto, perfetta nonostante l’età. La sua “Lucille” (il nome con cui ha battezzato la sua chitarra) è invecchiata altrettanto bene; i suoi assoli di chitarra hanno giustamente fatto scuola (Eric Clapton ad esempio ha sempre dichiarato la sua fondamentale influenza), le note usate sono essenziali, arricchite talvolta dal vibrato (è un chitarrista blues che non ha mai usato lo slide) e da un leggero feedback, il suono inconfondibile. Il suo binomio voce-chitarra ha fatto la storia, è uno stile peculiare, subito riconoscibile.
Quando i fiati lasciano il palco si apre una seconda parte del concerto. Il ritmo e il volume calano, la qualità però rimane invariata. Si ha tempo di ascoltare le divertenti “You are my sunshine” e “When the saints go marchin’ in”, molto apprezzate dal pubblico.

Si chiude con una vera e propria festa, la gente si alza e si accalca davanti al palco, BB King distribuisce plettri e catenine. Standing Ovation e timide richieste di bis, che d’altronde non arriva. BB King se lo può permettere.