Un concorso internazionale di lungometraggi scovati nei Festival e nei mercati cinematografici più importanti del 2010, un concorso parallelo di corti realizzati da giovani registi più che promettenti e una splendida retrospettiva su Agnès Varda che già di per sé basterebbe a programmare una visita cineturistica sulle amene sponde bresciane del Lago di Garda. Questo e molto altro è il Filmfestival del Garda che, giunto alla quarta edizione, sfida i tagli indiscriminati alla cultura del nostro paese e rilancia la scommessa spostando il fulcro della manifestazione (e delle proiezioni) da Salò all’affascinante e inconfondibile cornice del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.
Ad aggiudicarsi il Ricciolo d’oro 2010 per il miglior lungometraggio è stato il piacevole e intelligente Akadimia Platonos del greco Filippos Tsitos. La giuria presieduta dal critico Pier Maria Bocchi e composta dall’attrice bresciana Camilla Filippi, dalla produttrice australiana Milanka Comfort e i critici Luca Malavasi e Giancarlo Beltrame ha poi assegnato una menzione speciale alla coproduzione messicano–spagnola Norteado, secondo film di Rigoberto Pérezcano.
Tra i cortometraggi invece la vittoria è andata a Terminal del tedesco Jörg Wagner con una menzione speciale a Terre al margine di Alessandra Ondeggia, due film brevi che privilegiano una messa in scena antinarrativa e un approccio visivo inusuale. Ma l’alta qualità dei corti selezionati ha dato la possibilità al pubblico del festival di godere anche di opere di genere come l’affascinante Storia di nessuno di Manfredi Lucibello, noir all’italiana perfettamente inserito in un contesto storico tanto inquietante quanto possibile, e il bel documentario inchiesta spagnolo sullo sfruttamento dei lavoratori del Bangladesh in Medio Oriente Tres Tristes Tigres.
Ma il Filmfestival del Garda è stato tutto questo e molto altro. La retrospettiva su Agnès Varda è stata l’occasione per realizzare il volume Agnès Varda. Cinema senza tetto né legge (Le Mani Editore) a cura di Nicola Falcinella; ma al festival, in collaborazione con Lab 80, spetta anche il merito di aver distribuito in DVD l’ultimo lavoro della regista francese Les PLages d’Agnès. La giornata conclusiva ha invece riservato un commovente omaggio al decano della critica cinematografica Morando Morandini – già presidente della giuria del FilmFestival del Garda nella prima edizione – con la proiezione e l’incontro con il protagonista di Je M’appelle Morando, Alfabeto Morandini di Daniele Segre.
Il segreto del successo del FilmFestival del Garda (oltre tremila le presenze) sta in un’organizzazione rodata e precisa, contenuti, qualità e originalità, uniti alla capacità e competenza dei direttori artistici Veronica Maffizzoli e Umberto Soncina e al lavoro di decine di appassionati volontari che hanno permesso di trasformare un’ambiziosa idea in una manifestazione affermata.






