L’orologio segna le 21.15. D’un tratto le luci in sala si spengono, non verranno mai rimpiazzate dagli effetti speciali sul palco. Sobriamente, tra gli applausi, ecco apparire Danilo Rea e Gino Paoli. Il primo si siede al piano, il secondo su uno sgabello.
Nessun saluto. In sala risuonano le prime note di Una furtiva lagrima. I pezzi iniziali, come in realtà gran parte della scaletta, sono un omaggio dei due artisti alla musica che hanno sempre amato, con uno sguardo più attento alla canzone napoletana: terzo brano è ‘O sole mio.
Ricondurre l’intera serata a un “concerto di Gino Paoli” sarebbe quindi estremamente riduttivo.
Ai tributi alla canzone napoletana si aggiungono infatti gli omaggi ai cantautori che hanno fatto grande la storia della musica del nostro paese, con una particolare attenzione alla “scuola genovese” di cui Paoli è eminente rappresentante: da Fabrizio De André a Umberto Bindi, passando per Luigi Tenco. Immancabili sono naturalmente gli intramontabili successi del cantautore: Sapore di sale, Il cielo in una stanza, Una lunga storia d’amore… In tutto questo il pianoforte di Danilo Rea fa da coprotagonista, dipingendo un mondo magico che perfettamente si adatta alla voce di Paoli. Stregando il pubblico, emozionato fino alla fine.
Un concerto bello ed elegante.
Ecco la scaletta del concerto di Mestre:
1) Una furtiva lagrima
_ 2) Time after time
_ 3) ‘O sole mio
_ 4) Sapore di sale
_ 5) Medley strumentale Io che amo solo te – Bocca di rosa
_ 6) Vedrai vedrai
_ 7) Il nostro concerto
_ 8) La gatta
_ 9) Fingere di te
_ 10) Che cosa c’è
_ 11) Passione
_ 12) Tutta pe’ me
_ 13) ‘O paese d’’o sole
_ 14) Que reste-t-il de nos amours?
_ 15) Vivere ancora
_ 16) Albergo a ore
_ 17) Reginella
18) Il cielo in una stanza
Bis:
_ 19) Una lunga storia d’amore
_ 20) Ti lascio una canzone





