sabato, Agosto 15, 2026
Home Cinema Focus Film IL RE-CENSORE

IL RE-CENSORE

Non l'ho visto e non mi piace, cronache dal Torino Film Festival

Non l’ho visto e non mi piace, diceva Carmelo Bene, e quale migliore occasione di un Festival (questo conta ben 277 film) per parlare anche dei film che non abbiamo visto??? In diretta da Torino le cronache del XXIII Film Festival, buona visione.

La nebbia agli irti colli, la mole sullo sfondo, il museo della radio e della televisione che ci ha visto fermi immobili lì fuori, per circa un’ora, in attesa che qualcuno aprisse per consegnarci gli accrediti. Punto primo. Questo dovrebbe essere uno spazio dove si parla di cinema, del Festival, di arrivi e partenze. Bene, ammesso e non concesso che questo Festival esista davvero (inizio seriamente a dubitarne!) dovete concederci il lusso di parlar d’altro. Siamo a Torino da ieri sera e l’unica cosa che siam riusciti a vedere finora è la nebbia. E ci sono ben nove sale dove proiettano film in continuazione. Chissà, prima di sabato prossimo, riusciremo a vedere qualcosa.

Intanto, alla spicciolata, sono arrivati tutti gli inviati di nonsolocinema che, anche quest’anno, segiranno per voi tutto il Festival (compreso il sottoscritto che, fra una pausa e l’altra, riuscirà sicuramente a recensire qualcosa). Magari il film filippino di Lav Diaz, seicentoquarantatreminuti di bontà. Credo andrò a vederlo. Ma nella prossima vita.

Altre scene di ordinaria follia. Il ritiro accrediti inizia tardi e, come al solito, proprio quando credi di aver finito, di essere giunto al traguardo, s’inceppa qualcosa. I volontari preposti alla consegna del pass arrivano tardi (buon giorno signori, è dalle otto che vi si aspetta!) e fuori inizia a formasi il solito crocchio di reduci nostalgici al suono di…l’altr’anno era meglio!, seguito da irriferibili epiteti. Ma, in fondo, è tutto uguale.
Poi, d’un tratto, ci fanno entrare, dopo che mezzo personale in servizio è entrato dopo di noi (tanto che qualche critico è stato scambiato per un addetto ai lavori) e che due turisti inglesi, forse depistati dalla nebbia, hanno chiesto dove fosse il Castello Sforzesco. E tanti saluti.
Giunto il mio turno, si sente qualcuno parlottare: “nessun accredito per il signore, non ci è giunta conferma”. Eccellente, è un buon inizio. Penso di prendere il primo treno e di tornarmene a Roma. Ma, qui son gentilissimi, mi confezionano un accredito in quattroequattr’otto, fatto apposta per me. E poi si lamentano delle leggi ad personam.

Ecco fatto, si corre in sala. In attesa di tempi migliori.

pierpaolo.simone@nonsolocinema.com