Chef, conduttore televisivo, scrittore, Alessandro Borghese è anche uno dei simpatici giudici del programma Cortesie per gli ospiti, che per la nuova stagione si trasferisce in America trasformandosi in Cortesie per gli ospiti NY.
Cortesie per gli ospiti si sposta a New York e nella nuova stagione il programma si interessa degli italiani all’estero cercando di capire come si comportano nell’organizzazione di una cena perfetta. Giudici delle sfide sono lo chef Alessandro Borghese, l’esperto di stile Roberto Ruspoli e l’interior designer Marina Sagona.
Alessandro Borghese racconta, con la sua travolgente simpatia a NonSoloCinema la sua esperienza nella nuova versione del programma e la sua passione per la cucina.
NSC: Cortesie per gli ospiti raddoppia e va a New York. Vi aspettavate questo successo?
A.B.: Sinceramente no, anche se ci fa molto piacere. Io sono il “decano” di Cortesie per gli ospiti, ho iniziato ben sei anni fa, quando il satellite era appena sbarcato in Italia, e quindi il programma era visto solo da chi lo possedeva. Poi la piattaforma digitale ha cambiato le cose, ora arriva a molte più persone, e siamo contenti di aver confezionato un prodotto che riscuote così tanti consensi, perchè in un certo senso “insegna”, a differenza di tante altre realtà che si possono trovare adesso. Quindi guardando Cortesie puoi anche imparare qualcosa, divertendoti.
NSC: Per quale motivo è stata scelta New York?
A.B.: New York è stata una scelta naturale. Quando si è deciso di esportare Cortesie per gli ospiti si è subito pensato a New York, un pò perchè rappresenta il vero melting pot, un pò perchè la Grande Mela ha sempre un grandissimo fascino sulla gente e ti permette di lavorare in un contesto che offre moltissimo. E pensandoci bene, New York non è semplicemente America, al suo interno ci sono moltissime comunità, di italiani e non, e questo era il contesto perfetto per il nostro programma. Tutti eravamo d’accordo che la prima città all’estero doveva essere New York, e chissà che questo non inauguri un vero e proprio filone “estero” del programma con altre capitali o città europee.
NSC: Gli italiani all’estero mantengono le proprie tradizioni?
A.B.: Certo, l’italiano rimane italiano anche all’estero. Nel caso specifico di New York gli italiani adottano certe abitudini della città però rimangono quelli che amano ospitare a casa, nonostante questo non sia molto diffuso negli Stati Uniti, di solito gli americani portano fuori a cena i loro ospiti.
NSC: Ti sei divertito a New York?
A.B.: Tantissimo, è stata un’esperienza davvero molto bella. A New York avevo già lavorato da ragazzino, quando ho iniziato con la cucina, e quindi la conoscevo abbastanza bene.
NSC: Mescolando i ruoli di Cortesie per gli ospiti e quindi se fossi tu per una sera il padrone di casa e dovessi ospitare gli altri due giudici, Roberto Ruspoli e Marina Sagona, che cosa gli prepareresti?
A.B.: Non è facile, loro sono esigenti e quindi non so se li inviterei a casa o se mi inviterei a casa. Sto scherzando, naturalmente. Forse porterei tutti fuori a cena. In realtà credo che mi manterrei sul classico, il mio punto di forza è la cucina, e magari farei un discorso sulla tradizione, ma soprattutto guarderei un sacco di puntate di Cortesie per gli ospiti per capire bene come fare.
NSC: Sembrate un gruppo molto affiatato, lo siete davvero?
A.B.: Assolutamente si, nel lavoro siamo un gruppo molto affiatato.
NSC: Come è nata la tua passione per la cucina?
A.B.: La passione per la cucina è nata con la mia adolescenza, ho iniziato a lavorare in cucina nelle navi da crociera e da li poi la mia passione è diventata un vero e proprio mestiere. Ho girato parecchio il mondo per fare esperienza e poi sono tornato in Italia.
NSC: C’è qualcuno a cui ti sei ispirato? Hai qualche punto di riferimento per la cucina?
A.B.: Se parliamo di chef a cui mi sono ispirato direi Alfonso Iaccarino e Sergio Mei, sono due chef italiani di grande levatura, leggevo i loro testi, mi informavo su di loro. Anche se da ogni esperienza ho imparato molto, tante persone mi hanno offerto degli spunti, dei consigli, delle idee che sono state importantissime per la mia crescita e anche per la mia carriera.
NSC: Parte anche la nuova serie di Fuori Menù. Non ti viene mai la voglia di aiutare i partecipanti che sono in difficoltà?
A.B.: Sempre, tutte le volte. Vorrei sempre dare una mano quando li vedo in grossa difficoltà, ma il gioco non me lo permette e, anzi, devo pure fare quello “severo”, che detta e cerca di far mantenere i tempi, devo essere un pò il cattivello. Vorrei dare un aiuto, ma non posso.
NSC: Un consiglio per fare bella figura in cucina?
A.B.: Sicuramente non bisogna escludere un buon vino. Io dico sempre “rosso d’inverno, bianco d’estate e bollicine tutto l’anno!”, il segreto sta tutto qua. Di consigli ce ne sarebbero tanti, dipende quali piatti si vogliono preparare, anche se bisognerebbe essere in grado di saper fare un pò di tutto.
NSC: C’è il tuo sito in cui tu dai dei consigli, rispondi alle domande che ti vengono poste. Ti piace il contatto con chi ti segue?
A.B.: Mi piace molto, sono uno chef molto mediatico! Ho il sito dove faccio dei live, cucino in diretta la sera da casa e dove la gente può cucinare “virtualmente” insieme a me. Mi piace molto questo aspetto e mi piace stare a contatto con la gente.
NSC: A “Casa Borghese” chi cucina?
A.B.: Cucino io. Mia moglie fa il famoso “pollo alla Wilma”, mia moglie si chiama Wilma, che in realtà ho scoperto essere uguale al “coniglio alla Wilma” e al “vitello alla Wilma”, nel senso che cambia solo il tipo di carne, ma la salsa è sempre uguale. A parte gli scherzi quando posso cucino io, è una cosa che davvero mi piace fare.
Info:
Cortesie per gli ospiti NY
In onda tutti i lunedi in prima tv su Discovery Real Time alle 21.00






