Moscardo, e il fratello Quintilio, vivono nelle campagne inglesi, in una splendida conigliera posta però sotto il dittatoriale controllo della polizia “Ausla”. Una notte un cattivo presagio disturberà la quiete di Quintilio, in cui solo il fratello riporrà la propria cieca fiducia.
Il saggio e carismatico Moscardo, guiderà quindi un gruppo selezionato di coraggiosi compagni, alla volta della libertà, tra cui l’astuto e ingegnoso Mirtillo, in grado di inventare soluzioni geniali, il forte Parruccone, stabile punto di riferimento, il prode Argento, braccio destro di Morcardo, e il piccolo profetico Quintilio, tramite della magia che si insinua nel romanzo.
Protagonista di questo romanzo è un drappello di piccoli coraggiosi e astuti conigli, fuggito dalla propria tana di origine alla volta di un futuro più sicuro. Splendido romanzo epico, ha lasciato tracce profonde nell’infanzia di molti giovani, e tuttora è un classico della letteratura.
Un vero romanzo epico, paragonato senza mezzi termini a Iliade e Odissea: la narrazione infatti è intervallata da racconti della mitologia del popolo dei conigli, con tanto di déi ed eroi mitici, il mito della genesi del pianeta, la storia del dio Frits e del coniglio El-ahrairà, il principe dei conigli da cui discende l’intera specie. Numerosi sono inoltre gli accenni al “lapino”, la lingua parlata dai conigli e ignota alle altre specie della natura. L’autore ha creato un intero sistema di vita, costruendo non solo un popolo, ma anche la storia e lo spessore degni di un romanzo epico.
Il racconto procede per capitoli, l’esordio di ognuno dei quali è scandito da una citazione da grandi autori della letteratura, quali Shakespeare e Keats, in grado di far pregustare il sapore degli eventi che seguiranno, tale è l’accuratezza con cui viene scelta. Il ritmo è incalzante, e la lettura coinvolgente, non mancano colpi di scena, nè pericoli inaspettati.
La narrazione è semplice e scorrevole, ma mai banale. Il lessico è accuratamente costruito, in grado di essere compreso abbastanza bene da un pubblico bambino, e tanto meglio da un pubblico adulto. L’aspetto sicuramente più apprezzabile del romanzo è lo spessore dato ai personaggi: essi non vengono mai antropomorfizzati, ma agiscono sempre”come conigli”. Il romanzo fa scoprire un mondo sconosciuto, fatto di cunicoli, pericoli nascosti dietro alle siepi, o in misteriose fattorie, ma anche di alleanze inaspettate, in grado di nascere tra creature tanto diverse. La natura non viene ritratta a tinte rosee, tutt’altro: ne vengono evidenziate insidie e pericoli. La morte fa la propria entrata sul palco del racconto senza mezzi termini.
Molte possono essere le chiavi di lettura possibili: l’opera narra la conquista della libertà di un popolo e la fuga dal dominio dispotico della terra d’origine cui non erano in grado di rassegnarsi. Ma è anche uno splendido romanzo di formazione, in cui grazie alla forza all’emancipazione, un piccolo gruppo di coraggiosi, considerati incapaci di indipendenza, sale sul podio della propria esistenza da vincitore indiscusso, nonostante le innumerevoli difficoltà e pericoli da affrontare. Dal romanzo emerge un intero sistema di valori, quali l’amicizia, il coraggio, la forza di combattere per i propri diritti, il superamento delle diversità imposte dalla natura e la fede, anch’essa mai antropomorfizzata, tanto forte da costruire anche un aldilà possibile e auspicabile.
Appassionante ed eroico, un indiscusso classico della letteratura per l’infanzia, da cui nel 1978 è stato tratto l’omonimo film.
Richard Adams è nato il 9 Magio 1920 a Newbury, Berkshire, (UK). Scrittore inglese conosciuto per i suoi romanzi di fantasia con protagonisti animali.
Richard Adams, La collina dei conigli, Casa editrice BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 1987, pgg. 496, euro 9.20.






