sabato, Agosto 15, 2026
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La meglio gioventù ovvero il cinema italiano del nuovo millennio

Presentate a Pesaro una selezione di opere prime realizzate dopo il 2000

L’evento speciale della 42. edizione del festival è stato quest’anno dedicato ad una sorta di mappatura degli esordienti del cinema italiano del terzo millennio. La rassegna, curata da Vito Zagarrio, ha voluto fornire uno sguardo organico d’insieme sul recentissimo cinema, talvolta bistrattato e che invece dimostra una forza e una vitalità spesso sottovalutata.

Accanto ad autori come Saverio Costanzo, Paolo Sorrentino, Vincenzo Marra, che hanno ottenuto successo e considerazione in festival internazionali, ce ne sono molti altri che hanno fatto il loro esordio in questi ultimi anni e che hanno dimostrato come il cinema italiano sia vivo e vitale, nonostante i suoi numerosi problemi e le sue molteplici contraddizioni.

Come ha sottolineato il presidente del Comitato scientifico del festival di Pesaro, Bruno Torri, nel convegno su La meglio gioventù, “Il cinema italiano del nuovo millennio non si presenta come un movimento, ma piuttosto come il frutto di un’infinità di percorsi creativi, però la rassegna presentata a Pesaro, insieme con il libro realizzato e gli incontri che si sono svolti hanno mostrato una grande vitalità e anche delle linee di tendenza. Per esempio un ritorno alla realtà come ritorno all’impegno, la rinascita del documentario, lo sviluppo del digitale”.

L’attrice Jasmine Trinca, recente interprete di Romanzo criminale e Il caimano dice: “Non c’è solo la fatica di fare il film, ma c’è la fatica di farlo vedere. Molti film diventano marginali o sono esclusi dal mercato e molto spesso fanno fare ai registi i progetti meno interessanti perché gli altri sono più rischiosi”.

Però il problema è anche politico come ricorda Daniele Vicari regista di Velocità massima: “La vera crisi del nostro paese è quella della sua classe dirigente. Bisognerebbe fare una riflessione seria e approfondita a 360 gradi, pensare di più alla produzione culturale come a un sistema e avere più fiducia nei progetti, ormai i produttori sono degli esecutivi, non investono più nei film né economicamente e spesso nemmeno emotivamente”.
Per il regista Luca Lucini, autore di Tre metri sopra il cielo bisogna “Mettere la sincerità in quello che fai, la sincerità comanda e molto spesso il pubblico se ne accorge”.

Come hanno segnalato altri autori e critici, il cinema italiano ha numerosi problemi, da quelli dell’accesso ai finanziamenti (che diminuiscono sempre più) per chi vuole realizzare un film, e che poi cerca uno sbocco verso Rai Cinema e Mediaset, alla difficoltà di trovare una distribuzione accettabile e di far vedere il prodotto nelle sale, altro punto dolente.
Il regista Egidio Eronico ricorda “Nel 1978 si diceva che il cinema era già morto e nel 1986 i problemi erano quelli di cui si è parlato oggi, si ripetono sempre le stesse cose”.
I problemi rimangono ma il cinema va avanti e Pesaro ha presentato anche alcuni saggi di diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia tra cui gli interessanti Dentro Roma di Francesco Costabile e Cari amici vicini e lontani di Toni Trupia.