mercoledì, Settembre 2, 2026
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Lezioni di cinema alla Casa Circondariale di Melfi

Il CineClub “Vittorio De Sica”-Cinit di Rionero ha tenuto lezioni di critica sulle opere cinematografiche di Krzysztof Kieslowski alla Casa Circondariale di Melfi

Lezioni di cinema e soprattutto riflessioni sull’attualità è quanto propone la direzione della Casa Circondariale di Melfi ad un nutrito gruppo di ospiti della struttura penitenziaria.
In cinquanta si sono divisi in gruppi di lavoro, seguiti da volontari della Caritas Diocesana di Melfi, per una corposa rassegna cinematografica. Il CineClub “Vittorio De Sica”-Cinit di Rionero ha aderito all’invito del dirigente dell’area culturale della Casa, dr. Michele Giammatteo, valutando di assoluto interesse la scelta di proiettare opere cinematografiche di uno dei massimi autori del cinema, il polacco Krzysztof Kieslowski. Autore dotato di una grande capacità introspettiva e di analisi dei drammi umani, il maestro polacco realizzò nel 1991 un’opera di ben dieci ore, capace di interrogarsi sui Dieci comandamenti in una dimensione di quotidianità e di modernità. Monumentale pertanto rimane il suo Decalogo nella storia del cinema, che presentò quell’anno alla Mostra di Venezia. E il direttore della Casa, Giammatteo, ha inteso, con slancio ed entusiasmo, riproporlo alla considerazione dell’attento uditorio dell’istituto. Dopo aver già proiettato il comandamento “Non uccidere”, è stato in questi giorni presentato “Non rubare”, cui il CineClub ha offerto il proprio contributo critico ed etico.

In tempi di decadenza di valori anche il concetto di proprietà, e quindi di furto, merita di essere riletto in una dimensione diversa. Nel film di Kieslowski l’oggetto conteso diventa una bambina, Anja. Cinque anni prima sua madre Majka, giovane studentessa incinta del suo professore, fu costretta a partorirla in segreto, per evitare lo scandalo, e la piccola fu registrata come figlia della nonna, Ewa. Con lei ha sempre vissuto insieme a sua “sorella” Majka; quest’ultima però “rivuole ciò che è suo”, rivela alla piccola la verità e scappa con lei. Si rifugiano da Wojtek, il professore, che alfine conosce sua figlia, ma neanche lui può trattenere lo spirito inquieto di Majka. Quando Ewa riesce a trovarle, Majka salta su un treno in partenza e la bambina la insegue, correndo lungo la banchina. Il grido di Ewa “Torna, figlia mia!” è un richiamo disperato non solo ad una persona (Maika, Anja?) ma ad una realtà di affetti ben definiti, ove alle parole madre e figlia corrispondano rapporti sereni e dove ogni personalità ritrovi ciò che la sorte gli ha rubato. Sessanta minuti carichi di emozioni che hanno visto una coinvolta partecipazione da parte degli ospiti della Casa di Melfi, i quali hanno quindi svolto temi e suggerito riflessioni sull’opera di Kieslowski.
L’operazione culturale proseguirà con l’intera visione del Decalogo e con altri film di assoluto interesse artistico ed morale.

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Chiara Lostaglio
Attrice e critica cinematografica e teatrale, è laureata in Scienze della Comunicazione e in Filologia moderna. Diplomata in recitazione cinematografica presso la Vision Academy e Studio Cinema Film & Theatre Institute di Roma. Ha lavorato in diverse produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Scrive di cinema e teatro su diversi magazine on line. Ha insegnato Storia e critica del Cinema presso Unilabor e Liceo artistico. parte del direttivo del Cineclub Vittorio De Sica- Cinit che organizza mostre cinematografiche, lezioni e laboratori di cinema nelle scuole e nelle carceri. Ha presentato film e si è occupata delle relazioni esterne in diversi eventi e festival di cinema (Foggia Film Festival, Monticchio CineLaghi). Attualmente è docente presso l'Università SSML Nelson Mandela e l'Istituto del design di Matera.