Ultimo tour europeo per il grande B.B. King. Un addio che si trasforma in una festa e coinvolge i circa 3.500 spettatori accorsi nella splendida cornice di palazzo Te.
Ha 81 anni il re del blues, e non li dimostra. Non si vedono i segni della stanchezza sul suo volto e le sue mani continuano a scivolare veloci e leggere sulle corde della sua Gibson 335, ma i medici ora gli impediscono di affaticarsi troppo, di prendere l’aereo, e lui deve rassegnarsi a non tenere più concerti in Europa. Ma assicura che negli Stati Uniti continuerà a suonare.
Da lavoratore nelle piantagioni di cotone a re del blues. Questa è la storia di B.B. King. Una storia fatta di momenti di gloria, ma anche di periodi più bui, dai quali è sempre uscito vincente. E poi la sua mitica chitarra, Lucille, con la sua storia. Si racconta che il bluesman stesse suonando in un locale, quando scoppiò un incendio, e tutti corsero fuori. Ma lui tornò dentro, sfidando le fiamme e rischiando la vita, per prendere la sua Gibson. Quando scoprì che la causa dell’incendio era stato un litigio tra due uomini per una donna di nome Lucille, decise di dare quel nome alla sua chitarra.
La storia e la leggenda sono tornate a mescolarsi l’altra sera a Mantova. Il concerto è cominciato in ritardo anche a causa di qualche problema tecnico, ma quando è apparso B.B. King è stata subito magia. Il pubblico si è alzato in piedi per salutarlo, per rendergli omaggio e lui affettuosamente ha ricambiato dispensando sorrisi, battute ma soprattutto blues. La voce del re è ancora potente e calda e grazie anche alla band che lo sostiene l’atmosfera si è scaldata fin dalle prime note. Ha ripercorso parte del suo immenso repertorio, da “You know I love you” , “Woke up this morning”, “Please love me” a “”You upset me baby” e “When love comes to town” e il pubblico giovane e meno giovane ha dimostrato di apprezzare e di rendersi conto di essere partecipi di un avvenimento storico,l’ultimo tour europeo del re.
La serata è stata soprattutto una grande festa di ringraziamento per le emozioni che B.B. King riesce a suscitare suonando e cantando la musica dell’anima. E come non restare rapiti dal suo magnetismo, dalle note che sgorgano fluide e arrivano al cuore e dalla sincerità con cui per tanti anni il re si è concesso al suo pubblico. E il rapporto di stima e affetto che lega B.B. King ai suoi ascoltatori è stato più che mai evidente l’altra sera quando sia alla fine che all’inizio del concerto la gente si è alzata in piedi come per abbracciarlo.
Un saluto dunque, ma che non ha niente di triste, perché la gioia che B.B. King trasmette con la sua musica, lava via ogni tristezza.





