In ebraico OTOT significa “segno”, “segnale”, ed ora è anche il titolo della nuova opera del compositore israeliano Yuval Avital, che debutterà in prima assoluta mercoledì 23 gennaio al Teatro Sociale di Como, in apertura della stagione concertistica 2013.
Come molte delle opere di Avital, anche questa nuova creazione si preannuncia multimediale, trasversale, esoterica e mistica. L’opera parte da un’indagine complessa sui meccanismi ricettivi dell’uomo di fronte a segnali inspiegabili, irrazionali nell’origine e nel significato, e diventa una partitura orchestrale che attraversa le culture del nostro tempo da molteplici punti di vista. Religioso, scientifico, fisico, metafisico e perfino extra-terrestre. Il concerto prevede la proiezione di filmati che testimoniano varie esperienze di sciamani, scienziati e sensitivi alle prese con l’aldilà e i suoi segnali. Anche la percezione sarà “multisensoriale”. Gli spettatori avranno infatti la possibilità di ascoltare stando seduti o distesi per terra, in posizione supina, con lo sguardo verso l’alto, dove le proiezioni si sovrapporranno ai dipinti della sala.
Il concerto, una produzione Teatro Sociale di Como AsLiCo, è stato concepito e realizzato da Yuval Avital per essere affidato a più gruppi strumentali che, posizionati nei palchi, costituiranno una sorta di aldilà ideale dal quale verranno inviati i “segnali” all’orchestra sul palcoscenico, che invece rappresenta lo sguardo umano. Un dialogo musicale tra individui, nato da un capillare lavoro tra Avital, il direttore José Luis Gomez-Rios, e i musicisti: il Nuovo Ensemble Percussioni Milano, tre fisarmonicisti tra cui Sergio Scappini, uno dei più importanti solisti di fisarmonica in Italia (OTOT rimanda anche al numero otto, simbolo dell’infinito), l’Orchestra 1813, e Giovanni Cospito, docente di live electronics al Conservatorio di Milano, che si occuperà della sezione elettronica. Questo viaggio “esteso” è scritto in una lingua misteriosa, non comprensibile con normali strumenti di decodificazione, ma che sulla carta si preannuncia in grado di comunicare con efficacia temi profondi.
«L’irrazionale – racconta Yuval Avital – che vibra attraverso OTOT diventa catalizzatore di un’esperienza che va al di là del concreto, ma è anche uno specchio rivolto verso noi stessi».
La prima parte del concerto sarà introdotta dall’esecuzione della geniale Das Musikalische Opfer BWV 1079 di Johann Sebastian Bach, mirabile sguardo sull’assoluto, ponte verso l’eterno.
Info:
Prenotazioni e informazioni biglietteria Teatro Sociale di Como 03127.0171 – info@teatrosocialecomo.it






