Siamo a Wall (Muro), un piccolo villaggio inglese. “Sul trono d’Inghilterra regna la giovane regina Vittoria; Charles Dickens sta pubblicando a puntate Oliver Twist, Henry Draper ha appena scattato la prima fotografia della luna; Samuel Morse ha annunciato il modo di trasmettere messaggi attraverso fili metallici”.
A est di Wall si trova un varco, al di là del quale si estende la terra di Faerie, terra incantata, dove vivono quelli “oltre al Muro”. Sono una volta ogni nove anni, le due terre, i due mondi, si incontrano. L’occasione è una fiera, dove sono in vendita “stupori, meraviglie e miracoli”. Per parteciparvi, commercianti, turisti e curiosi giungono da ogni dove a Wall.
Non ci sono “c’era una volta”, non si narra di principesse povere che sposano principi azzurri, non si cantano eroi impavidi che sconfiggono draghi, non si impone la morale finale.
Effettivamente chiamare Stardust favola e classificarla nella sezione “per bambini” è inesatto e, di certo, limitativo. Neil Gaiman racconta una storia in perfetto equilibrio tra reale e fantasia, ma con descrizioni talmente vive e particolari che si perde, fiabescamente, la cognizione del dove. Quindi, realtà e fiaba si intersecano, donando ciascuna un po’ di sé all’altra.
Uomini, ragazzi, donne, bambine, fate, una lotta all’ultimo sangue per un trono, morti che tristi compiangono la vita, streghe alla disperata e vitale ricerca della giovinezza, incantesimi, catene indissolubili, antiche leggende, eterne guerre dei folletti, navi che vanno a pesca di lampi, figlie della luna, sono coinvolti in un racconto lineare e semplice.
Cosa non si fa, letteralmente, per amore?
Tristran, figlio di Dunstan e di una donna dagli occhi viola “come i cirri lassù nel cielo del mattino”, è un giovane innamorato, sveglio e colto. Per amore promette alla donna amata, Victoria, di andare a prendere quella stella cadente che hanno visto precipitare insieme e riportargliela. La bella Victoria, ridendo, gli promette in cambio tutto ciò che desidera.
Così, Tristran si inoltra oltre il Muro, dove si spingono solo “menestrelli, amanti e folli”.
Alla ricerca della stella cadente viaggerà per mesi, si ritroverà faccia a faccia con la morte e il viaggio di ritorno sarà ancora più rischioso. Riesce a trovare la stella cadente, che ha un nome, Yvaine, sembianze simili alle sue e un carattere per nulla facile.
Nonostante la lontananza da casa, la malinconia per i genitori, Tristran è felice della sua avventura a Faerie, lo considera il più bel periodo della sua vita. Insieme a Yvaine scoprirà sogni, mondi, personaggi buoni e cattivi, comunque indimenticabili.
L’inizio del libro è un po’ sottotono, ma pagina dopo pagina si compone in un ingegnoso e accattivante intreccio che emana poesia, e fino alla fine ci sarà sempre un sorridente stupore per il lettore.
La vivace capacità di Gaiman consiste nel non cercare la facile soluzione del “vissero tutti felici e contenti”, ma con dolcezza e giustizia, anche se a volte amara, riesce a imperniare di reale, di concreto, anche il mondo fatato. Ognuno ha quel che si merita, risponde alla conseguenza del proprio comportamento, senza eccessiva cattiveria, ma con molta compassione da parte del lettore.
Alcuni innamorati vivranno ciò che hanno sognato, altri saranno “inevitabilmente trattenuti dal mondo”.Stardust, edito dalla Magic Press, è stato pubblicato nel 1999, con le suggestive e delicate immagini ad acquarello di Charles Vess. Il libro, nel 2004, è stato pubblicato dalla Mondadori e, purtroppo privato dell’opera di Vess, esce in ristampa in questi giorni, in concomitanza con l’uscita del film.
Mondadori – Collana: Oscar – Bestseller (ragazzi)
– Pagine 245 – Prezzo di copertina € 8.40






