Ivan Fedele prosegue la sua Biennale Musica

Il presidente Baratta rinnova l’incarico al compositore per il triennio 2017 - 2019

Non senza qualche momento di attesa, il presidente Paolo Baratta annuncia la decisione del consiglio di amministrazione della Biennale sul futuro della direzione artistica del settore Musica, rilanciando il compositore Ivan Fedele con un ulteriore mandato.

Aderendo alle motivazioni espresse nel comunicato, la decisione intende premiare il successo dell’ultimo festival in termini di apertura ai vari generi, di mantenimento qualitativo dell’offerta musicale e di promozione di nuove creazioni attraverso lo spazio di Biennale Collage. Un’ottima occasione per “allargare le prospettive esplorate all’insegna di un’idea di contemporaneità che rifletta le reali istanze del mondo musicale del nostro tempo”.

Accantonato una volta di più il desiderio di vedere infranto l’incantesimo che ormai da diverse edizioni impone la figura del compositore nel ruolo di direttore artistico, rimane fortunatamente quello spirito di riflessione sulla natura del Festival e sul suo ruolo di approfondimento di inedite prospettive musicali, potenzialmente capace di scrutare tanto il futuro quanto il passato e che possa agire laddove è difficile arrivare con i mezzi di informazione ormai alla portata del comune ascoltatore, internet tra tutti, al fine di consentire un vero e appassionante viaggio nel tempo alla scoperta di nuovi orizzonti.

Possibilmente un Festival che nei giorni successivi l’inaugurazione sia in grado di offrire imperdibili occasioni di arricchimento allo stesso modo di quanto succede nelle serate di consegna dei Leoni d’oro alla carriera. Uno spazio che riesca a nutrire la cultura musicale con approfondimenti reali, sviluppati sia negli spazi del festival che attraverso accattivanti pubblicazioni e proposte discografiche, fruibili e consultabili già all’uscita della sala da concerto se non durante l’intera settimana musicale.

Un contenitore che sia in grado di tracciare con semplicità i percorsi formativi e creativi che animano il programma del festival, compito non difficilmente perseguibile da una direzione ritenuta dagli organizzatori miracolosa e che si prepara a ripartire con un nuovo mandato, benché sghembo sin dal suo annuncio. Se non altro per quanto riguarda l’allora sofferta decisione di far proseguire con un governo tecnico l’edizione recentemente conclusa, procrastinando così l’operato del primo mandato (quattro anni), mascherando forse una certa indecisione sulla nuova direzione da perseguire.

Nella speranza che si riaccenda quell’irrinunciabile esigenza di riportare il Festival della musica di Venezia a una sua originaria centralità all’interno di un respiro internazionale, sono rivolti i migliori auguri al direttore Ivan Fedele per i suoi prossimi tre anni di attività.