È il baritono Roberto Abbondanza, pluripremiato al Premio Abbiati (per il suo Killer né Il Killer di Parole di Claudio Ambrosini, nel 2014, e nel 2007 per la sua partecipazione ad Antigone di Ivan Fedele) a farsi interprete della prima italiana dell’evanescente La bianca notte di Beat Furrer, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal compositore austriaco stesso, a MITO SettembreMusica il 17 (a Torino, Auditorium RAI) e 18 (a Milano, Sala Verdi).
Roberto Abbondanza è interprete quotato nell’interpretazione del repertorio cameristico e lirico contemporaneo, di cui ha scandagliato un impressionante arco temporale, comprensivo del contributo dei maggiori compositori viventi e non, tra cui Samuel Barber, Luis Bacalov, Benjamin Britten, Carlo Boccadoro, Sylvano Bussotti … e siamo solo alla lettera “B”.
“Per la prima volta quest’anno, ci anticipa, mi misurerò con un compositore che, da semplice ascoltatore, amavo già molto: Beat Furrer. La scrittura vocale di La bianca notte è molto simile a un recitar cantando: molto nervosa nel ritmo interno delle voci, che ricordano il tumultuoso e breve rapporto tra i due autori delle liriche, i poeti Sibilla Aleramo e Dino Campana, si libra su di un tappeto strumentale leggero ma armonicamente molto fitto. La mia voce e quella del soprano Giulia Peri si ricorreranno quindi continuamente senza mai veramente sovrapporsi: sfiorandosi, a volte quasi si toccheranno, anche armonicamente, senza mai riuscire a congiungersi”.
Che cos’ha portato d’interessante, questo 2014, alla tua carriera?
“La primavera e l’estate 2014 hanno accolto il mio debutto in Elegy for young lovers di Henze e nella parte di Tchelio ne L’amore delle tre melarance di Prokofiev, diretto da Juraj Valčuha, al 77° Festival del Maggio musicale fiorentino, oltre alla ripresa allo Sferisterio di Macerata del mio Sagrestano nella Tosca pucciniana firmata da Franco Ripa di Meana, con cui ho debuttato con grande clamore – nella parte – a Caracalla nel 2009.
Adesso è il momento del mio debutto a MITO. Ma molto deve ancora venire: il 19 ottobre debutterò nella parte di Černokněžnik, in Svanda il pifferaio Jaromir Weinberger, al Teatro Massimo di Parlemo. Sarà complesso e stimolante, non ho mai cantato in Ceco.”
Chi volesse ascoltare o scoprire questo campione d’interpretazione, oltre che di musica contemporanea, del repertorio barocco (i due estremi si congiungono spesso), può facilmente reperire le sue ultime pubblicazioni discografiche: l’opera Carlo Re d’Alemagna di Alessandro Scarlatti sotto la direzione di Fabio Biondi (Agogique, 2014, premiata con il DIAPASON D’OR) e la Passione secondo S. Giovanni (1816) di V.A.Cozzoli per la Digressione Music. Entro il 2014, è inoltre prevista l’uscita di un nuovo cd dedicato a Luigi Dallapiccola.






