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"L’uomo che verrà" di Giorgio DirittiUn altro sguardo; un’assoluta confermadi Fabrizia Centola Una luce livida rivela le stanze con i letti vuoti d’un sonno bruscamente interrotto. Martina ha otto anni e per il trauma della morte di un fratellino, da qualche tempo è muta. Sola, nel silenzio della casa, con lo sguardo ritorna alla memoria: a nove mesi prima, alla notte in cui dal suo letto ha visto le furtive carezze dei suoi genitori, la notte in cui nella pancia della mamma ha iniziato a crescere un nuovo fratellino. Nove mesi d’attesa che sono anche quelli della violenza dell’occupazione nazista e della resistenza dei partigiani.
Lontano dalla retorica, dal revisionismo e lontano dalla vieta e facile rappresentazione della contrapposizione tra buoni e cattivi, Giorgio Diritti ci restituisce la memoria dell’eccidio di Marzabotto. Un orrendo brano di storia da non dimenticare: tra il 29 settembre e il 5 ottobre del ‘44 le SS massacrano 770 civili, in prevalenza donne, bambini e vecchi, nelle colline di Monte Sole vicino a Bologna, una terra povera, di contadini a mezzadria. Col passo lento, del meglio di un cinema desueto, il regista de Il vento fa il suo giro racconta un quotidiano che ha il sapore arcaico della povertà consumata nella ripetizione degli antichi gesti governati dalle stagioni: il fieno e la raccolta, l’uccisione del maiale e la mungitura di tutti i giorni; senza nulla togliere alla poesia di un campo di lucciole d’estate o al racconto di avventure di emigrazione nel caldo della stalla d’inverno: una realtà che la guerra può inasprire, ma non certo stravolgere. Tutto, fino a quando non arrivano i tedeschi, fino a quando il male non diventa corpo. "Perché i tedeschi non sono rimasti a casa con i loro bambini?”. Diritti ci restituisce chiaro e forte il sentimento di estraneità e il giudizio di insensatezza per tutto quello che dall’esterno filtra all’interno del piccolo mondo fatto di case di pietra grigia, sentieri e boschi, ma anche un’iniziale estraneità alla resistenza organizzata perché “ chi se ne frega della storia e di chi la fa": la terra impone il suo ritmo e le bestie vanno governate tutti i giorni. Poi i figli e i fratelli partono, poi loro e i loro compagni sono aiutati con quel poco che c’è; e anche gli sfollati vengono accolti, con le loro valigie cariche di cose non più utili: vani oggetti di un modo che sta crollando. Una lezione morale di dignità e di generosità si accompagna alla spiritualità che nasce dalla terra, che resiste alla ripetitività di una vita dura, senza perdere né stupore, né tenerezza, come quando il papà di Martina (Claudio Casadio) si avvicina alla pancia della moglie (Maya Sansa) per ascoltare l’uomo che verrà. Partendo dallo sguardo di Martina (Greta Zuccheri Montanari), fragile e forte creatura, capace di cogliere il pericolo e di difendersi (bella la scena col presunto pedofilo) il racconto si allarga sviluppando una coralità fatta di voci di un antico dialetto che restituisce un autentico ritmo tra il fare e il dire, interrotto dal sopraggiungere delle SS, dall’idioma incomprensibile se non per il tono che traduce la minaccia e il comando della generazione “educata” dal Fuhrer e, a poco, a poco, la scena si svuota delle parole e si riempie di sguardi, di rabbia e di paura. Un film dalla forza autentica, che nasce dai luoghi reali, dalla campagna, dalle bestie, lo sporco sotto le unghie e l’umidità che trasuda dai muri; rafforzata da un cast che mescola con efficacia attori professionisti e non e resa vivida delle monocromie di Roberto Cimatti che oltre a far vedere, sono capaci di far sentire il freddo dell’inverno, l’umidità delle piogge di marzo e il tepore di una stalla. Poi tutto cambia, la ritualità si spezza, e in scena è rappresentato solo l’orrore degli sguardi dentro cui passa la vita, prima di rassegnarsi a diventare bestie da macello. Il cinema che è memoria; e la memoria che assume la verità della storia. Un grazie a Giorgio Diritti. Titolo originale: L’uomo che verrà Nazione: Italia Anno: 2009 Genere: Drammatico Durata: 117’ Regia: Giorgio Diritti Cast: Claudio Casadio, Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Vito, Tom Sommerlatte, Eleonora Mazzoni, Raffaele Zabban, Orfeo Orlando, Diego Pagotto Produzione: Aranciafilm Distribuzione: Mikado Film Data di uscita: Roma2009 22 Gennaio 2010 (cinema)
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