Fuori Concorso
Daniele Incalcaterra eredita dal padre 5.000 ettari nel Chaco, seconda foresta per estensione dopo l’Amazzonia. Giunto in Paraguay il regista e proprietario del fondo si imbatte in una serie infinita di difficoltà che lo separano dall’obiettivo di trasformare il terreno in una riserva naturale in modo da restituire agli indigeni locali, i Guarnì, la loro incontaminata terra d’origine.
Il documentarista Daniele Incalcaterra presenta alla 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica un progetto molto interessante realizzato in collaborazione con la moglie Fausta Quattrini.
Armato di macchina da presa e con una risicata troupe al seguito, Incalcaterra ha iniziato un viaggio verso la foresta paraguayana del Chaco in veste di proprietario di un fondo ereditato dal padre. Negli ultimi decenni, grazie anche alle corruttibilità della classe dirigente del Paese, la foresta subisce un progressivo disboscamento dovuto alle coltivazioni intensive introdotte da avidi proprietari e dalle multinazionali. Spinto dal desiderio di ostacolare questa regressione che distrugge il patrimonio naturalistico locale, il regista decide di trasformare il proprio terreno in una riserva naturale ed inizia una sfida contro l’ostruzionismo degli altri proprietari e lo sfiancante iter burocratico previsto dalla legge locale.
Agli occhi del regista e della sua compagna, destinare il fondo alla realizzazione di una riserva costituisce una vera e proprio ribellione verso l’inasprimento del conflitto tra civilizzazione e natura. Riappropriarsi della foresta può significare anche la restaurazione di un legame tra territorio e gli indigeni che popolano le incantevoli radure del Paraguay.
El impenetrable, titolo che si riferisce al soprannome attribuito alla foresta dai primi spagnoli, è un documentario molto interessante e suggestivo per quanto concerne l’ideazione e la tematica affrontata, ma non convince pienamente dal punto di vista stilistico e narrativo. Un ritmo molto compassato e scandito dai risvolti burocratici della vicenda rende faticosa la visione e non permette una precisa focalizzazione sul problematico rapporto tra diritti dei popoli indigeni e libertà economica delle multinazionali.
Una macchina da presa segue in modo pedissequo gli spostamenti del proprietario e rende partecipe lo spettatore in modo confusionario e a tratti opprimente, senza lasciare all’osservatore il distacco necessario per godere dall’esterno degli sviluppi della vicenda. Il documentario presentato fuori concorso al Festival di Venezia 2012 risulta in generale poco accattivante e, forse proprio a causa del forte coinvolgimento della coppia di registi, appare un racconto di una apprezzabile e sensibile operazione che non riesce però a rendere partecipe e ad emozionare il pubblico.
El Impenetrable
Titolo originale: El Impenetrable
Nazione: Argentina, Francia
Anno: 2012
Genere: Documentario
Durata: 95′
Regia: Daniele Incalcaterra, Fausta Quattrini
Data di uscita: Venezia 2012






