sabato, Luglio 25, 2026
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Quand fondra la neige, ou ira le blanc a Palazzo Fortuny

Collezionismo contemporaneo

Un  titolo suggestivo e indovinato per la mostra Quand la neige fondra ospitata a Palazzo Fortuny e aperta al pubblico fino al 10 ottobre di quest’anno. Al centro vi è la figura di un collezionista – Enea Righi – teso a valorizzare artisti seguendo al contempo l’evoluzione del collezionismo dal Rinascimento ad oggi

Fra le varie sedi espositive di cui è ricca Venezia, Palazzo Fortuny si caratterizza, si potrebbe dire, si specializza nel presentare opere di artisti contemporanei che da esso ricevono la consacrazione.

Mariano Fortuny si potrebbe inserire fra i personaggi dandy della corte dannunziana, ma la sua anomalia consiste nel fondere magistralmente la sua anima di artista decadente con lo spirito imprenditoriale che gli fece intuire la potenzialità economica di questo mercato aiutando Venezia ad uscire dallo stereotipo di città d’arte imbalsamata nel suo ruolo che lasciava supporre una passività tutta rivolta al passato, incapace di fare della manutenzione dei musei  una lucrosa fonte di reddito. Fortuny, Guggenheim, Pinault con il suo Palazzo Grassi si stano dimostrando motori della vita economica dell’intera area del veneziano.

Il titolo della mostra è stato preso da un’opera di Rémy Zaugg

La mostra è come un viaggio simbolico che punta i fari su artisti attivi a partire dagli anni Sessanta e Settanta fra cui Alighiero Boetti, Daniel Buren, Robert Barry, Enzo Mari  accomunati dal superamento del concetto di artisti tradizionali, mischiando fra loro architettura scultura pittura in un assemblaggio di astrattismo aperto alle più diverse interpretazioni.

Il nucleo centrale della mostra è costituito dalle iniziative di Enea Righi, un imprenditore bolognese, un mecenate d’altri tempi quando credendo in un artista lo si sosteneva economicamente sottraendolo alle ristrettezze economiche per consentirgli di dedicarsi del tutto all’arte. Il nucleo centrale della mostra è costituito da opere della sua collezione. Spesso navigano a vista alla ricerca di un senso che coordini la sua opera rendendola unica e a lui riconducibile. E’ questa caratteristica il denominatore comune della di questo evento non immediatamente individuabile.

Per i frequentatori di mostre, a parte Alighiero Boetti, artista riconosciuto a livello internazionale, la quasi totalità degli artisti risulta poco conosciuta se non da specializzati.

La struttura di Palazzo Fortuny consente di dare spazio nei piani ai vari artisti senza affastellarli e confondendoli fra loro. Una mostra a Palazzo Fortuny rappresenta per ogni artista una meta agognata e l’opportunità per i neofiti di azzardare i primi passi  verso la consacrazione del mercato, molla indiscussa per sottrarsi alle necessità di un lavoro salariato e dedicarsi del tutto all’arte.

Molto interessante la rappresentazione dell’architettura utopisticaSi rivede quel Gino de Dominicis balzato in primo piano presentando anni fa in una Biennale d’Arte  un’opera che scandalizzò e creò imbarazzo: un bambino fuori dall’ordinario esposto come un piccolo mostro da baraccone, opera insultante  e cattiva restata appiccicata all’autore come opera infame. Che dire del cadavere vivente e dei tre in perenne immobilità attivi in   questa mostra? Attorno a loro le simbologie sono sovrabbondanti. Occorre tuttavia pensare alla dignità dell’uomo e non al suo sfruttamento.

Allora si può proprio dire: “Ou sont les neiges d’antan?”.

                                                                                                 

                                                                                     Ha collaborato Farida Monduzzi

QUAND FONDRA LA NEIGE, OU IRA LE BLANC Collezionismo contemporaneo a Palazzo Fortuny Opere dalla collezione Enea Righi 4 giugno – 10 ottobre 2016 _ 10.00 – 18.00 La biglietteria chiude un’ora prima Chiuso martedì

Intero: € 12 Ridotto: € 10*