Lo scrittore Chow Mo-wan che vive tra Singapore ed Hong Kong, nella seconda metà degli anni ’60, sta scrivendo un libro dal titolo emblematico 2046, in cui vita passione e amore si intrecciano in un futuro che è un ritorno al passato, costellato di eteree figure femminili che rappresentano eterogenei approcci alla vita.
2046 si apre con un fantascientifico tunnel della velocità, elaborato in digitale, e con una voce narrante fuori campo. La struttura narrativa è complessa e le immagini si intersecano con il passato, in cui i sentimenti coincidono con i molteplici incontri del protagonista con le (sue) donne: la donna che da Singapore non l’ha seguito a Hong Kong, la donna che diviene compagna di sventure e la sua assistente nella stesura delle pagine del libro. I personaggi femminili sono appena accennati ma carichi di umanità, figure docili e filiformi che non possono appartenere al presente, ma apparterranno al futuro del libro dello scrittore, proiettate in una dimensione corporea androide in cui il ricordo non ha spazio. Il presente ci è negato, per esistere deve rapportarsi con il passato e con il futuro dai colori acidi e sovraccarichi. Lo spazio è contenuto in inquadrature che raddoppiano lo sguardo; La macchina da presa compie l’atto del voyeur e riprende quasi sempre nascosta dietro una porta, un paravento, come una spettatrice pudica, facendo muovere i personaggi in una dimensione ristretta, ma allo stesso tempo ben definita e precisa. Kar-wai in questo modo comunica a chi guarda la sua concezione di tempo e spazio. I dialoghi sono rarefatti, costruiti sui silenzi, sulle pause, sul sussurrare; Le parole unite alle immagini divengono portatrici del dissidio interiore del protagonista.
2046 è un film sull’Amore in cui lo smarrimento narrativo e la delicatezza del fluire delle immagini sono medium dell’inspiegabilità e dell’impossibilità di sintesi di questo sentimento. Il risultato che il regista ottiene è una sospesa levità e una catarsi che non è una liberazione, ma un’emozione rara.
Il 2046 è la data in cui Hong Kong tornerà totalmente sotto la giurisdizione cinese.
Il film è stato presentato al Festival di Cannes 2004 e non ha ottenuto alcun premio (?!) da parte della giuria
Regia, soggetto e sceneggiatura: Wong Kar-Wai.
Fotografia: Christopher Doyle, Jean-Yves Escoffier.
Musica: Peer Raben, Umerbayashi Shigeru (brani di Xavier Cugat, Dean Martin, Nat King Cole, Casta Diva dalla Norma).
Origine: Cina/Francia/Germania/Hong Kong.
Anno: 2002.
Cast: Tony Leung (Chow Mo-wan), Gong Li (Su Li Zhen), Faye Wong (Wang Jing Wen), Zhang Ziyi (Bai Ling), Takuya Kimura (Tak), Carina Lau (Lulu/Mimi).
Durata: 120 minuti.
Filmografia: “As tears Go By” (1988), “Days of being wild” (1991), “Hong Kong Express” (1994), “Ashes of time” (1994), “Angeli perduti” (1995), “Happy together” (1997), “In the mood for love” (2000), “Eros” (2004).









