“ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI” DI Carlo Goldoni

Le mille peripezie del servo infedele

Sbarca al teatro Goldoni di Venezia lo spettacolo per antonomasia di Giorgio Strehler

Arlecchino servitore di due padroni è considerato il testo goldoniano più noto, non tanto per la sua essenze letteraria, quanto per il celebre allestimento di Strehler.

La commedia, su cui Goldoni lavora fin dall’esordio teatrale con la compagnia di Imer per l’Arlecchino Antonio Sacchi, è un testo di passaggio tra il modo di concepire il teatro secondo i dettami della Commedia dell’arte e un teatro di caratteri e non di tipi che il commediografo veneziano vagheggia già da qualche tempo. Tuttavia, se si cercano nella commedia quegli elementi che caratterizzano il teatro del Goldoni riformista, si perde tempo inutilmente perché il testo funziona e si gioca, quasi esclusivamente sulla figura di Arlecchino. Nato, come si diceva, pensando a Sacchi che riusciva a recitare solo secondo improvvisazione, la maschera esalta le capacità fisiche e dinamiche dell’attore, senza perdere di vista una recitazione che deve oscillare tra la risata e l’esagerazione del servo tradizionale e il fascino da galantuomo evitando di cadere nel grottesco.
Un personaggio che apparentemente sembra assolutamente semplice da interpretare diventa, così, una sfida per chiunque si cimenti con esso.

Ferruccio Soleri che dal 1963 interpreta Arlecchino è riuscito perfettamente a rispettare gli ideale di Goldoni che sono stati, fin dal 1947, gli impulsi che hanno spinto Strehler a mettersi alla prova con questo testo.

Per Streherl L’Arlecchino servitore di due padroni è stato uno spettacolo di riferimento che, come per Goldoni, lo ha accompagnato per tutta la carriera. Di anno in anno il lavoro di Strehler si arricchiva di esperienza, soprattutto in merito alla messa in scena del teatro goldoniano. Dal 1947 al 1997 – anno della morte del regista – lo spettacolo ha visto le ribalte d’Europa e del Mondo riscuotendo sempre grandissimi plausi.

Arlecchino servitore di due padroni di Strehler è uno spettacolo d’approdo, dunque, che nella sua perfezione e misura non annoia mai, anzi colpisce per la capacità di far ridere senza smodatezze, senza quelle esagerazioni che spesso rovinano le prove di registi che si cimentano, tutt’oggi, con la commedia dell’arte.
Uno spettacolo di riferimento per chiunque voglia avere un esempio di come si possa prestare fede ad uno scrittore settecentesco, facendo divertire il pubblico senza il bisogno di attualizzare la vicenda narrata.

Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni
Regia di Giorgio Strehler – messa in scena da Ferruccio Soleri e Stefano De Luca – scene Ezio Frigerio – costumi Franca Squarciapino – luci Gerardo Modica – musiche Fiorenzo Carpi – movimenti mimici: Marise Flach – Con: Ferruccio Soleri, Giorgio Bongiovanni, Sara Zoia, Tommaso Minniti, Stefano Onofri, Giorgia Senesi, Annamaria Rossano, Sergio Leone, Enrico Bonavera, Luca Criscuoli, Stefano Guizzi, Alessandra Gigli, Francesco Cordella, Leonardo De Colle, Gianni Bobbio