Finalmente. Dopo 7, lunghissimi, anni di attesa, esce in dvd il film cult, trasgressivo, euforico, esilarante, geniale, avventuroso, colorato, ebbene sì anche commovente: Priscilla la regina del deserto, Premio Oscar nel 1994 per i migliori costumi.
Per festeggiare un tale evento la 20th Cetury Fox Home Entertainment ha organizzato, nei minimi dettagli e con indiscussa professionalità, una proiezione speciale del film, animata dal vivo, in quello che, a Milano, è il tempio del Rocky Horror Picture Show.
Bernadette, Mitzi, e Felicia sono i nomi d’arte di Ralph, Anthony Belrose “Tick” ed Adam Whitely, una transessuale e due drag queen, che, dopo essere state ingaggiate per esibirsi nel deserto australiano, non vedono l’ora di lasciarsi alle spalle la troppo tranquilla Sydney. La loro destinazione è Alice Spring, nel cuore dell’Australia, dove la moglie di Mitzi ha organizzato un tour per loro. La meta verrà raggiunta dalle tre a bordo di Priscilla: un vecchio sgangherato, ma efficiente, torpedone rosa shocking (che in realtà avrebbe dovuto essere lavanda, ma questa è un’altra storia).
Durante il viaggio, sulle note di Mamma Mia degli Abba, Go West dei Village People, I will survive di Gloria Gaynor, questo trio stravagante viene a contatto con pregiudizi e violenza, ma incontra anche ammirazione e aiuto; tra questi Bob, un meccanico che si presta di accompagnarle per assicurasi che Priscilla non le lasci per strada.
Terence Stamp è l’inarrivabile Bernadette.
_ Hugo Weaving è l’inimitabile Mitzi.
_ Guy Pearce è l’incontenibile Felicia.
Il regista autraliano Stephan Elliott (Un matrimonio all’inglese) ha raccontato che l’idea, di mettere in scena un film di cotanta energica provocazione, gli era venuta dopo un’esperienza orrenda a Cannes, dove aveva presentato Scherzi maligni. Questo film gli era stato “rubato” e portato a Los Angeles. Così aveva passeggiato e passeggiato per le strade di Sydney, per elaborare il suo lutto personale. Erano gli anni Novanta. La cultura gay era esplosa e il mondo delle drag queen evolveva portato all’eccesso. In due settimane scrisse una bozza di Priscilla. Se fu facile per Elliott scriverlo, “ottenere i finanziamenti fu un’esperienza folle”, ricorda.
Priscilla la regina del deserto fu attaccato dalle femministe; ma quelli contro cui Priscilla si ribella sono i clichè degli uomini. Il regista aveva attinto da parecchi film, radunando tutti i vari comportamenti maschili, e li ha accentuati in primo piano in questo suo film.
Per l’uscita in dvd di Priscilla la regina del deserto la 20th Cetury Fox Home Entertainment ha messo in piedi uno spettacolo fantasticamente colorato, beatamente kitch e eccentricamente impertinente.
Al cinema Mexico di Milano, è stato proiettato sul grande schermo Priscilla la regina del deserto con una travolgente animazione dal vivo in vero stile Rocky Horror Picture Show.
_ Un inedito e trasgressivo spettacolo che ha coinvolto tutti noi, presenti in sala. All’ingresso è stato distribuito un kit di sopravvivenza, necessario per essere al fianco delle regine Bernadette, Mitzi e Felicia: coriandoli, fiori, palline di ping pong, bandierina della pace, stelle filanti, trombette e …tampax (per capire occorre vedere il film).
L’animazione dal vivo è stata spettacolare, la bravura degli interpreti, che indossavano costumi uguali a quelli del film, ha suscitato reazioni, da far invidia a una finale da stadio.
Un cult movie è un’icona sociale, un must senza tempo, che vanta devoti fan, senza limiti di età. Nessun gap generazionale. Giovanissimi e giovanissimi di un tempo coinvolti a lanciare stelle filanti, a cantare e battere le mani, citando a memoria frasi del film, mentre sfilavano costumi e piume, pailette e tacchi vertiginosi.
È sempre filosoficamente costruttivo e appagante dire io “c’ero!”, ma mai come vedere l’insospettabile coppia over 50, vicina di casa, impettita e seriosa in ascensore, scatenarsi, urlando come un inno religioso:
“Mamma mia, here I go again my, my, how can I resist you…”, come fosse un tutt’uno con Agnetha degli Abba!
Non parliamo di vitali film, troppo spesso di nicchia, necessari e intramontabili, opere sublimi e inarrivabili, che dissetano la cultura.
Qui si parla di opere eccentriche.
E sarà anche trash lanciare tampax in scena (indimenticabile: momento indimenticabile), ma qui, del resto, si tratta di puro trash! Brioso plauso al trash quando è sano, esasperato, ma soprattutto allegro; quello che ti ricarica e che ti fa vivere di solare rendita sgargiante per settimane.
Parliamo di euforia, battute agghiaccianti, satira sconfinata e riflessiva (e durante la serata non è mancato il coscienzioso momento peace and love, serio contro le discriminazioni).
E Bernadette, Mitzi, e Felicia sono un esempio collaudato di leggerezza profonda, hanno dato un calcio alle convenzioni bigotte, ridendoci su, anche seriamente. Perchè si può ridere seriamente, e Priscilla ne è anche un ulteriore esempio.






