“Baishe Chuanshuo” di Tony Ching Siu Tung

Buddha works in mysterious ways

Venezia 68. Fuori Concorso
Tony Ching Siu Tung propone la sua visione dell’antica fiaba cinese Il Serpente Bianco: un monaco si trova a combattere contro un demone innamorato di un essere umano. L’uso sfrenato di effetti speciali, però, riduce fortemente la gioia della visione.

Il monaco Fa Hai e il suo assistente pasticcione girano per la Cina combattendo e imprigionando demoni. Un giovane erborista, Xu Xian, viene salvato dall’annegamento da una ragazza, Su, di cui si innamora all’istante, ricambiato. Due storie collegate, perché la ragazza che salva Xu Xian altri non è che il demone Serpente Bianco, che ha acquistato sembianze umane per amore. Il compito di Xu Xian è quello di eliminarlo ma un inaspettato atto di bontà da parte di Su lo spinge a risparmiarla, a condizione però che lasci per sempre Xu Xian.

Quando ciò non accade inizia una lotta senza esclusione di colpi fra monaco e demone, che finisce per coinvolgere anche Xu Xian, scatenando così le ire di Serpente Bianco. Dopo un combattimento estenuante che coinvolge tutto il tempio di Jinshan e che vede Fa Hai vittorioso e Serpente rinchiuso nel tempio, una sentita richiesta di misericordia da parte di Su, che desidera vedere Xu Xian ancora una volta, commuove il Buddha e Fa Hai, il quale permette ai due sposi di salutarsi per l’ultima volta. Fa Hai capisce, inoltre, che pur avendo sempre cercato di agire in nome della giustizia, anche la compassione fa parte delle vie del Buddha.

Ching Siu Tung, dopo averlo a lungo desiderato, porta, sul grande schermo l’antica fiaba cinese Il serpente Bianco, approfittando delle nuove tecnologie GCI per creare personaggi e situazioni altrimenti impossibili con le normali tecniche di ripresa. Il problema è che l’uso massiccio che fa questi mezzi rende la pellicola un pastiche che estrania lo spettatore invece di coinvolgerlo maggiormente, e che mette completamente in ombra la recitazione e i combattimenti wushu degli attori in carne ed ossa. L’improbabile rappresentazione degli spiriti ricorda i peggiori jdrama, la tartaruga parlante fa rimpiangere la vecchia Morla de La storia infinita (e si parla di un film del 1984) mentre nel combattimento con il demone vampiro sembra di vedere una brutta copia di quello di Gandalf con il balrog ne Le due torri. Si nota un’ingenuità di fondo nell’utilizzo di queste tecnologie che può probabilmente essere attribuita alla loro prima sperimentazione e all’entusiasmo che ha animato il regista, il quale ha dichiarato:«Col CGI puoi dar vita a qualsiasi immagine tu abbia in mente, creare un mondo interamente nuovo». Si dovrebbe tenere a mente, però, che “potere” non implica necessariamente “dovere”.

Titolo originale: Baishe Chuanshuo
Nazione: Cina
Anno: 2011
Genere: Fantasy
Durata: 99’
Regia: Tony Ching Siu-Tung
Cast: Jet Li, Eva Huang, Raymond Lam, Charlene Choi, Wen Zhang, Vivian Hsu
Produzione: JULI Entertainment Media
Distribuzione: Distribution Workshop (Hong Kong) Limited
Data di uscita: Venezia 2011