“Carissima me, oggi compio 7 anni e ti scrivo questa lettera per dirti di ricordare della promessa fatta all’età della ragione e anche ricordarti che voglio diventare…”.
Comincia così la lettera indirizzata a Margaret (Sophie Marceau), una donna in carriera dal pugno di ferro. Il giorno del suo quarantesimo compleanno, un notaio di una piccola provincia le consegna delle vecchie lettere che si era scritta quando aveva sette anni, “nell’età della ragione”.
Margaret è una manager di successo, che vive per il suo lavoro. Punta ad arrivare molto in alto nella sua carriera. Ha un compagno, una splendida casa. Ma la sua vita è organizzata in tutto dalla sua agenda.
La reazione che ha, quando riceve queste lettere, è un’altalena di emozioni. Da un lato afferma decisa che ci sia stato uno sbaglio, dall’altra si chiude in un guardaroba per sciogliersi di lacrime quando ha tra le mani le parole di questa bambina. Margaret è così costretta ad affrontare un passato che aveva tentato di dimenticare e ad interrogarsi sulla sua vita attuale.
Rileggendole una a una, si immerge in ricordi nascosti, situazioni dimenticate, i primi amori, giochi e ambizioni che fanno vacillare tutte le sue certezze e rimettono in questione la sua vita. Perché da adulta è diventata il contrario di quello che desiderava da bambina, forse.
Yann Samuell ha debuttato alla regia con Amami se hai coraggio,
una storia d’amore contornata da animazioni surreali: il tema era l’infazia, i protagonisti erano Guillaume Canet e Marion Cotillard.
Ora, Samuell porta sugli schermi Carissima me (titolo originale L’età della ragione) una commedia sufficientemente simpatica, con protagonista una bellissima Sophie Marceau.
La protagonista, arrivata a quarant’anni, deve riscoprire la sua infanzia, fatta di giochi, ma anche di abbandoni (quello del padre). E per farlo deve ripartire dal punto di partenza.
Ottime premesse, una trama che gioca sui contrasti e che avvolge tutto con romanticismo rosa, ma c’è qualcosa che stride.
Fantasia vivida e immaginazione si contrappongono allo stile di vita di Margaret. Chi era e chi è diventata si alternano con un certo ritmo sullo schermo. Ma Samuell non è Jeunet (Il favoloso mondo di Amelie). Margaret non è Amelie. E il voler essere troppo Jeunet lo penalizza.
Il ritmo c’è, ma non è disinvolto. Samuell vuole far riflettere sull’innocenza dell’infanzia, la riscoperta dei propri sogni e lo smarrimento dell’età adulta, per riacciuffare le aspirazioni, mai dimenticatie, ma nascoste volutamente.
L’elemento surreale diventa presto assurdo, più che fantastico, e, soprattutto, non sempre riesce a star dietro al ritmo del film. E la cotruzione di ogni scena assume un aspetto faticoso.
È il personaggio di Margaret, nonostante non faccia altro che piangere,
a tenere a galla, da sola, tutto Carissima me (da citare il suo cassetto con immagini di donne famose, da Benazir Bhutto, alla Callas, a Madre Teresa, a Marlene Dietrich, che, nei momenti di dubbio, estrae a caso per incarnarne la personalità).
Titolo originale: L’âge de raison
Nazione: Francia, Belgio
Anno: 2010
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 89′
Regia: Yann Samuell
Sito ufficiale: www.marsdistribution.com/film/l_ge_de_raison
Sito italiano: www.videa-cde.it/carissimameCast: Sophie Marceau, Marton Csokas, Michel Duchaussoy, Jonathan Zaccaï, Emmanuelle Grönvold, Juliette Chappey, Thierry Hancisse, Déborah Marique, Roméo Lebeaut, Jarod Legrand, Alexis Michalik
Produzione: Nord-Ouest Productions
Distribuzione: Videa CDE
Data di uscita: 11 Marzo 2011 (cinema)






