TEATRO TONIOLO 12.05.09
Morgan, l’eclettico musicista e cantautore, al secolo Marco Castoldi e conosciuto ormai dal pubblico come “giudice” polemico di X-Factor, si è esibito ieri sera in un concerto intimista per piano solo sul palco del Teatro Toniolo di Mestre.
Si presenta con il suo classico look in stile dandy: completo in raso scuro e camicia bianca con l’immancabile fiocco nero, che ben presto però sostituisce con una fresca t-shirt arancio. Infastidito dal caldo umido, anticipo del clima tipico della bella stagione, che riempie anche il teatro scherza con il pubblico sull’argomento ed intona Estate, la famosa canzone di Bruno Martino il cui finale è proprio “..dio l’estate..”.
L’artista propone un repertorio misto, eseguendo brani tratti dai suoi ultimi album e pezzi storici composti con i Bluvertigo, ai quali alterna alcuni capolavori dei cantautori italiani come Bindi e Fossati, dei quali non fa mistero essere un ammiratore accanito.
La scaletta della tourne, però, non viene rispettata: secondo il musicista, infatti, “proporre sempre gli stessi brani rende i concerti noiosi”, e così, prima di ogni esecuzione sfoglia gli spartiti, cercando le canzoni che maggiormente gli donano ispirazione, proponendo al pubblico un pout-pourri di sensazioni e stimoli assolutamente personali.
Magistralmente eseguiti al pianoforte alcuni suoi brani tratti dall’album Canzoni dell’Appartamento, primo lavoro da solista, quali The Baby e Altrove; dall’album Da A ad A propone Contro me Stesso e Animali Familiari, brano che spiega essergli stato suggerito dalla lettura di un sussidiario per ragazzi e Un Medico dall’album Non al denaro, non all’amore né al cielo.
Il cantante cita naturalmente anche l’iniziale e lunga esperienza con i Bluvertigo, proponendo la famosa canzone L’Assenzio, sottolineando (con una punta di acidità) al pubblico, il fatto che si piazzò all’ultimo posto al Festival di Sanremo del 2001. A seguire le più sentimentali Ideaplatonica e Complicità, per continuare poi con la magistrale esecuzione di due meravigliosi brani del passato tratti dal suo ultimo e molto fortunato album Italian Songbook Vol.1: la bellissima Il mio mondo (“You are my world”), brano di Bindi/Paoli, e Lontano dagli occhi (“If ever you are lonely”), di Endrigo-Bardotti-Enriquez, delle quali regala due versioni in una, eseguendo i pezzi metà in italiano e metà in inglese.
Pochi commenti fra un’esecuzione e l’altra, quasi nessuna presentazione dei brani, l’artista lascia che le note scorrano sullo strumento che ha davanti a sé ed inondino il teatro, creando comunque un’atmosfera piacevole ed una piena approvazione del pubblico.
Molto suggestiva l’esecuzione di L’Angelo e la Pazienza di Fossati e di più di alcuni brani dell’amato Umberto Bindi, Il confine, Arrivederci e la famosa Il nostro Concerto, che chiude la performance di questo artista davvero completo: eccellente pianista, buon autore e bravo esecutore, nonché, amato personaggio televisivo, sempre in grado di dimostrare una conoscenza ed esperienza in campo musicale davvero ammirabili.






