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Conferenza di presentazione 70° Mostra del Cinema di Venezia

Il programma del Festival 2013

ROMA – Rullano i tamburi anche quest’anno, ad annunciare lo storico appuntamento in laguna per gli amanti del cinema: giovedì 25 luglio, si è tenuta a Roma la conferenza di presentazione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si svolgerà come di consueto, dal 28 agosto al 7 settembre.

Ad accogliere la stampa al Westin Excelsior di via Veneto, il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore della mostra Alberto Barbera. Si inizia con un fuoriprogramma: un rappresentante delle categorie del cinema espone un secco comunicato in cui si esprimono timore e scontento per le decisioni che del governo in merito al tema dei finanziamenti all’industria cinematografica; misure giudicate non sufficienti e basate solo su annunci poco rassicuranti. Ad aprire la conferenza vera e propria Baratta, che glissa sul comunicato, auspicando diplomaticamente una risoluzione del problema; dopo un breve saluto di quest’ultimo, la parola passa a Barbera, che va subito alla “sostanza” illustrando la mostra di quest’anno, nella sua struttura e contenuti. Il direttore ha percorso il programma con chiarezza e ritmo sostenuto, soffermandosi sulle scelte e i vari progetti inseriti al suo interno.

Prima di tutto, si ricorda che quest’anno la mostra tocca il traguardo della settantesima edizione: per festeggiare il festival più longevo della settima arte, è stato chiesto a 70 registi di tutto il mondo di realizzare un micro-film di non oltre 90 secondi, che avesse come spunto un’idea di futuro del cinema; non viene anticipato nulla su questi micro-corti, mentre i nomi dei registi saranno diffusi giorno dopo giorno fino all’inizio della mostra, dove verranno proiettati tutti per il pubblico della laguna.

Passando al programma vero e proprio, anche quest’anno sono previste quattro suddivisioni: accanto alle sezioni In Concorso e Fuori concorso, troviamo la sezione Orizzonti, definita da Barbera «la zona d’esplorazione delle novità in giro per il mondo» e la recentissima Venezia classici, che prevede documentari sul cinema e importanti pellicole restaurate. Piuttosto variegato il ventaglio dei titoli presenti, provenienti da mondi cinematografici e culture molto distanti tra loro. Diversi i titoli europei (inglesi, francesi, tedeschi, ma anche pellicole belghe, svedesi, greche e spagnole), con una buona presenza italiana: in concorso ci saranno Gianni Amelio con L’intrepido, Emma Dante, alla sua prima esperienza nel cinema con Via Castellana Bandiera e Gianfranco Rosi, con il documentario Sacro GRA. A tal proposito, Barbera ha sottolineato che la pellicola di Rosi è uno dei due documentari per la prima volta introdotti nella sezione In Concorso, insieme a The life and Times di Donald Rumsfeld di Errol Morris.

Si tratta di una scelta importante, che sancisce la fine della divisione – ormai riduttiva per il cinema moderno – tra film di finzione e documentari. Tra i titoli italiani nelle altre sezioni, troviamo i nomi più disparati, da un omaggio di Ettore Scola a Federico Fellini, a un mediometraggio di Costanza Quatriglio, Con il fiato sospeso, a metà tra realtà e finzione.

Andando fuori dai confini europei, troviamo numerosi film statunitensi, pellicole canadesi, australiane, insieme a cinema giapponese, cinese, mediorientale, latinoamericano. Il criterio della scelta sembra essere la varietà, l’intenzione di accostare nomi importanti ad autori sconosciuti e sperimentali. E per restare in tema di nomi noti, non si può non segnalare la presenza in concorso di Hayao Miyazaki, con il film d’animazione Kaze tachinu, a quanto pare l’ultimo lungometraggio che intende realizzare il regista. Varietà di nomi, ma anche di generi e stili, questo lo scopo delle scelte illustrate da Barbera, volte a raccontare le tante facce del cinema d’oggi.

Un cinema che stando a questa presentazione sembra avere come filo conduttore la rappresentazione dei tanti malesseri della realtà contemporanea, raccontata anche nei suoi aspetti più crudi e scomodi, in pellicole che sembrano lasciare poco spazio a un’idea consolatoria di futuro. Come ha notato lo stesso Barbera, il grande assente di questa rassegna è la commedia, genere che il cinema attuale sembra non saper più fare, al di fuori delle commediole vuote e di puro intrattenimento. Se i festival mostrano lo stato del cinema e il cinema quello della nostra società, questa carenza non è di certo sintomo di buona salute. Ma per i bilanci e le riflessioni, ci sarà tempo, intanto aspettiamo con curiosità di approdare a Venezia e di spegnere le luci in sala anche quest’anno.