venerdì, Luglio 31, 2026
Home Cinema Film “DEATH NOTE: THE LAST NAME” DI KANEKO SHUSUKE

“DEATH NOTE: THE LAST NAME” DI KANEKO SHUSUKE

L'ultimo nome

Il film comincia dove il primo “Death Note” finisce: la procace e apparentemente stupidina starlette televisiva Misa Amana viene salvata in zona Cesarini dall’aggressione di un fan accanito con velleità omicide. A salvarla è Rem, un altro dio della morte, che protegge la ragazza su richiesta di un terzo dio, innamorato dell’umana. Rem dona a Misa un death note, un quadernetto dove scrivendo il nome di una persona essa muore. Ora ci sono due Kira (“Killer”) in circolazione, due angeli della morte.

Inoltre Misa, che è spinta dai medesimi ideali di Light, idolatra il primo e originale Kira, e vuole assolutamente conoscerlo per mettersi al suo servizio. I due possessori di death note si uniscono per sconfiggere L, e raggiungere il condiviso sogno di liberare il mondo dalla criminalità. Ma il compito è meno facile di quanto previsto a causa di L, che smaschera in fretta l’imprudente Misa, costringendo Light a ripensare i suoi piani di rivoluzione del mondo. Comincia così la lunga partita a scacchi tra le menti geniali di Light ed L.

Il secondo e ultimo capitolo della saga filmica di Death Note, tratta dal popolare fumetto disegnato da Obata Takeshi e scritto da Tsugumi Ohba è un’interminabile ed estenuante lotta di nervi fra i due protagonisti: il malvagio e ambiguo Light, disposto per completare la sua utopia di giustizia a sacrificare persino il padre, e il geniale quanto strampalato L, disposto anch’egli a sacrificare alcune pedine per sconfiggere l’ideale deviato del suo acerrimo nemico.
La storia si fa via via più ricca di tensione e imprevedibilità: come in una partita a scacchi i due contendenti giocano tentando di anticipare le mosse dell’avversario. Questa caratteristica compensa la lunghezza infinita (140 minuti) di un film che, bene o male, si basa moltissimo sulla parola e rischia di continuo di essere verboso e prolisso. Ma la sceneggiatura tratta dall’ottimo manga di Obata Takeshi e Tsugumi Ohba è molto buona e mantiene costantemente viva l’attenzione. La storia affascina decisamente, nonostante l’intricata trama di mosse e contromosse dei due protagonisti in lotta fra loro.

La regia, differenziandosi dallo standard del precedente capitolo, tenta di farsi più audace e più visibile, con risultati alterni ma con uno sforzo comunque apprezzabile. Il risultato finale è in linea col suo predecessore: entrambi i film sono solidi e compatti, appassionanti e affascinanti. La visione è però sconsigliata, per il momento, ai lettori italiani del manga; l’edizione del bel paese è arrivata solamente al quarto volume su dodici totali (all’incirca coincidenti con la trama del primo film), e quindi il rischio di spoiler è altissimo.

Regia: Shusuke Kaneko
Anno: 2006
Durata: 140′ min
Stato: Giappone