Da una parte la motion capture (Mocap) già sperimentata nell’Ubu incatenato, una tecnica di animazione digitale che permette di applicare a personaggi virtuali i movimenti di persone ripresi in tempo reale e immediatamente riprodotti sullo schermo tramite sensori posti nei punti di giuntura delle ossa e di contrazione dei muscoli. Dall’altra l’aurofonia, una resa del suono nella quale per mezzo di apposite incisioni sonore e di una particolare disposizione degli altoparlanti, viene resa in modo reale e corretto la tridimensionalità del locale di registrazione.
I personaggi di Desdemona e Otello vengono così ricostruiti nei loro percorsi individuali e comuni e nella relazione tra voce e corpo, senso, suono e movimento.
«Il titolo dello spettacolo richiama l’operazione che Tom Stoppard ha fatto con l’Amleto. Però mentre l’autore inglese usa due figure secondarie come Rosencrantz e Guildenstern per attraversare tutta la vicenda dell’Amleto, noi per rileggere l’Otello ci concentriamo proprio sui due protagonisti. Che sono morti, già morti. Appena morti. E lo sono inevitabilmente dal primo momento in cui si amano. Dal primo bacio si muovono verso un destino già segnato e forse anche consapevole, dentro una tragedia che ha l’assolutezza dell’umano perché è in realtà una storia d’amore». Roberto Latini
Roberto Latini, autore attore e regista, è nato a Roma nel 1970. E’ fondatore di Fortebraccio Teatro, che, in collaborazione con la compagnia Il Gruppo Libero è responsabile della direzione artistica del Teatro San Martino di Bologna. Presente negli ultimi anni nei maggiori festival o rassegne nazionali (Santarcangelo, Volterra, Castiglioncello, Festival delle Colline, Mittelfest), ha diretto Fortebraccio Teatro nei progetti Dell’anima e delle forme (2000-2002) e RADIOVISIONI.
Fortebraccio Teatro vive della collaborazione artistica di Latini con Gianluca Misiti e Max Mugnai. In particolare, il progetto RADIOVISIONI (nato nel 2003) ha portato negli ultimi anni la compagnia a confrontarsi non con un contenuto ma principalmente con una modalità, cercando di rileggere i confini scritti tra la parola, la musica e il suono: dal mito di Edipo dello spettacolo Buio Re_da Edipo a Edipo in radiovisione (2003), passando per l’approccio metateatrale dell’Amleto intitolato Per Ecuba_Amleto, neutro plurale (2004), fino alle sperimentazioni di computer grafica dell’Ubu incatenato di Alfred Jarry (2005), il progetto è infine stato rilanciato nel 2007 da un vero e proprio concerto scenico intitolato Iago, che ha condotto Fortebraccio ad un’esplorazione dell’Otello di William Shakespeare.
10_15 marzo 09 [ 9 pm]
DESDEMONA E OTELLO SONO MORTI
di e con Roberto Latini e Monica Piseddu
musiche Gianluca Misiti
aurofonia Paolo Carrer
video Pierpaolo Magnani luci e direzione tecnica Max Mugnai
produzione Libero Fortebraccio Teatro, Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi, Teatro San Martino – Bologna, Infinity studio
prima assoluta
ingresso € 14/10
info e prenotazioni tel. 02 8323156 [info@teatroi.org->info@teatroi.org] – durata: 60 minuti






