venerdì, Luglio 31, 2026
Home News Musica E’ attesa per Muti al Comunale di Piacenza

E’ attesa per Muti al Comunale di Piacenza

Musica maestro

E’ con un tutto esaurito che s’annuncia, già da settimane, il ritorno di Riccardo Muti al Teatro Municipale di Piacenza, giovedì 19 marzo alle 21.00. Il concerto riporterà sul podio del Municipale il grande direttore assieme all’Orchestra Giovanile Cherubini, da lui fondata proprio al Comunale, dieci anni fa, e darà il via a una nuova tournée che toccherà, dopo Piacenza, Novara e Barcellona, gli Emirati Arabi Uniti (Abu Dhabi Festival) e all’Oman (Royal Opera House di Muscat).

Si partirà dall’Ouverture dal Guglielmo Tell, l’opera con cui Gioachino Rossini nel 1829 abbandonò la scena teatrale, dopo aver svelato nuovi orizzonti espressivi al teatro musicale romantico. Il programma che, come da legittime aspettative, si configura come un quadro intenso ed emozionante, propone quindi due capolavori sinfonici del pieno Romanticismo: la Quinta Sinfonia in mi minore di Pëtr Il’ič Čajkovskij, carica di pathos e dall’impeto drammatico, e la Quarta Sinfonia in do minore Tragica di Franz Schubert, di lirica intensità.

L’Ouverture di Guglielmo Tell, tra le più celebri di tutto il repertorio ottocentesco, nel suo dipanarsi riassume l’intero dramma. Inseparabile dall’ambiente e dal significato dell’opera che introduce, a differenza delle precedenti, essa si compone della successione di quattro tempi: Andante, caratterizzato da un intervento solistico “narrativo” del violoncello, Allegro, saggio supremo della strumentazione rossiniana, che anticipa il tema della tempesta, Andante bucolico, dove riecheggiano l’elvetico ranz de vaches e lo jodel austriaco, e infine Allegro vivace, a rappresentazione icastica di un’irresistibile galoppata finale.

Composta nell’aprile 1816, e come tutte le Sinfonie schubertiane, nata sotto una cattiva stella, la Quarta Sinfonia di Schubert fu eseguita la prima volta a Vienna soltanto nel novembre 1849, a vent’anni alla morte del compositore. “Tragica”, con riferimento a un pathos di natura teatrale, essa ricalca lo stile viennese che va dalle Sinfonie dello Sturm und Drang di Haydn alla Sinfonia in sol minore K550 di Mozart, pur non perdendo nel trattamento melodico la sua misura classica schubertiana, tenera ed eloquente. All’uso haydniano, la Sinfonia si apre con un Adagio, un prologo che sfocia in un Allegro vivace, la cui freschezza ritmica preannuncia il clima festoso dell’Ouverture di Rosamunde, cui seguono l’Andante in la bemolle maggiore, tra leggiadra soavità e concitata drammaticità, il Minuetto e Trio intermedio, col passo invitante di oboi e clarinetti, per terminare con un Allegro conclusivo, il cui pathos iniziale si stempera in un gioioso Do maggiore finale.

Al ritorno da un viaggio di concerti in Germania, nel 1888, Čajkovskij fu preso dal desiderio di misurarsi di nuovo con il grande genere sinfonico. Insediatosi nella nuova dimora di campagna a Frolovskoe, si mette al lavoro dopo aver superato una nuova crisi di sfiducia, che stupisce di fronte alla piena inventiva, all’abbondanza d’idee, all’ampiezza della gamma emotiva, pur nel rigore formale, testimoniata dalla Quinta Sinfonia che sarà completata nello stesso anno, assieme al balletto La bella addormentata e, di lì a poco, alla Donna di picche. Accolta con freddezza a Mosca, nel dicembre 1888, entra solo qualche anno dopo nel repertorio internazionale, accanto alla Quarta e alla Sesta “Patetica” nata nel frattempo, quale riconosciuto vertice della rinascita sinfonica della seconda metà dell’Ottocento.

Per info e biglietti, rivolgersi alla biglietteria del Teatro Municipale di Piacenza, in via Verdi 41, al numero di telefono 0523.492251 o al fax 0523.320365 o all’indirizzo mail biglietteria@teatripiacenza.it.