E’ stato presentato presso l’Università “Federico II” di Napoli, un’opera della Treccani (Istituto dell’Enciclopedia Italiana), dal titolo “FEDERICO II. ENCICLOPEDIA FRIEDERICIANA”, curato da un comitato scientifico presieduto da Ortensio Zecchino.
Si tratta di un’elegante pubblicazione che si compone di due volumi, nella quale studiosi italiani e stranieri spaziano ad ampio raggio sulla figura complessa ed affascinante dello “Stupor mundi”, che anche in Basilicata ha lasciato tracce indelebili della sua presenza, nei manieri di Melfi, Lagopesole,
Palazzo San Gervasio, e poco più in là, a Castel del Monte (di Andria) e a Lucera.
La poderosa pubblicazione enciclopedica conclude degnamente l’anno delle celebrazioni dell’ottavo centenario della nascita del sovrano svevo, nato a Jesi il 26 dicembre 1194 da Costanza figlia di Ruggiero II d’Altavilla e da Enrico VI figlio di Federico Barbarossa.
“Non soltanto per gli italiani del Sud Federico II è ritenuto un mito – scrive lo storico Giuseppe Galasso – altrettanto è accaduto in tutta Europa, con espressioni, implicazioni ed influenze che abbracciano un arco così ampio da poter andare da Voltaire a Nietzche”.
Una figura che, come è noto, ha interessato nel suo operato politico l’Europa e il Mediterraneo, coinvolgendo – ammettono univocamente gli storici – Mezzogiorno e Sacro Romano Impero, l’Italia dei Comuni e le relazioni fra Papato e potenze cattoliche. E’ pure intervenuto nel dibattito filosofico-religioso e politico-giuridico, oltre che fra i movimenti letterari ed artistici.
E poi la falconeria, non ultima questa traccia che racchiude in sé passione ed ornitologia, idea di libertà e di volo, poesia e territorio. I castelli lucani rappresentano forse al meglio l’emblema del suo operato:
a Melfi le Costituzioni e a Lagopesole la caccia. Un unicum che questo nuovo supremo lavoro su Federico II evidenzierà con rigore scientifico, unitamente alle magnificate qualità politiche ed umane.





