domenica, Luglio 26, 2026
Home Cinema Focus Film FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FANTASCIENZA 2004

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FANTASCIENZA 2004

SCIENCEPLUSFICTION, il Festival Internazionale della Fantascienza invade i grandi schermi del Cinecity di Trieste dal 18 al 23 novembre

CINEMA SCIENCE-FICTION, FANTASTICO , HORROR E GOTICO
Progettato e organizzato dal centro ricerche La Cappella Underground di Trieste, è tornato per la sua quinta edizione il Scienceplusfiction – il Festival Internazionale della Fantascienza.
Per sei giornate (dal 18 al 23 novembre) film fantasy e horror, science fiction e pellicole dal mondo cine-gotico sono stati i protagonisti di questa edizione del festival, caratterizzata da importanti incontri, interessanti anteprime e particolari anticipazioni delle ultime tendenze dei generi sopra menzionati.

Il festival, nato nel 2000 con gli intenti di rilanciare la tradizione del “Festival Internazionale del Film di Fantascienza” (1963-1982), ha cercato (con buoni risultati) di proseguire la sua indagine nella sterminata galassia del settore, con un festival ormai già affermato come una delle principali manifestazioni europee del panorama.
Il Scienceplusfiction in questa edizione 2004 ha riportato con un pizzico di autocelebrazione il simbolo indimenticato della manifestazione a cui si ispira: il ritorno dell’Asteroide, premio storico del ciclo ventennale del Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste. È stata convocata, infatti, una giuria internazionale di critici che ha assegnato il primo Asteroide della nuova era, ad uno dei nove film in concorso presenti, durante la rassegna, nella sezione Neon.

In velocità scorriamo i film che hanno dato vita a questo festival 2004.
Si va dal caso estremo, il no-budget Red Cockroaches del giovane regista cubano Miguel Coyula, all’esistenzialismo dello zombie-movie Chocking Hazard, realizzato a Praga da Marek Dobes e già proposto sugli schermi di New York al Tribeca Film Festival.
Dal Sundance arriva il kafkiano One Point Zero, per la regia dell’americano Jeff Renfroe e dell’islandese Narteinn Thorsson, mentre continua la sua trionfale tournée tra le platee dei fantastic film festival del vecchio continente un’originale produzione sul tema dei viaggi nel tempo realizzata per la televisione catalana, Tempus Fugit di Enrich Folch. American Astronaut, del musicista Cory McAbee, è fantascienza venata di blues à la Jarmusch; dall’Australia, Sam Voutas propone una variante ballardiana in bianco e nero con Crash Test; e il black and white è ancora la cifra stilistica delle cronache del dopobomba firmate dal nippo-americano Yasuaki Nakajima con After the Apocalypse.
Per l’Italia, Il magico Natale di Rupert di Flavio Moretti è l’alternativa fantasy al cine-panettone di fine anno; e dagli schemi d’oltrealpe, la nuova coppia di fratelli terribili Didier e Thierry Poiraud disintegra le ultime frontiere dello stile con lo Z-movie Atomik Circus. Ancora sul fronte americano, Graham Robertson evade dai confini degli art department, complice Steven Soderbergh, e si confronta con la sua prima regia: Able Edwards è stato interamente girato sullo sfondo di un green screen, tutto ciò che circonda gli attori non è altro che immagine artificialmente generata.
E’ lo stesso esperimento, concretizzato però con ben altro spiegamento di risorse, che ha portato alla realizzazione di Immortel(ad vitam), terza incursione cinematografica per l’autore di bande dessineés Enki Bilal; a Trieste, il film sarà introdotto e commentato dal direttore degli sfx, Jacquiemin Piel.
Jan Kounen si è invece giocato la carriera con un film che traspone sullo schermo le tavole di Blueberry, cyber-western misticheggiante che anticipa le sue attuali ricerche sullo sciamanesimo. E I delitti della luna piena – Romasanta rappresenta il più recente prodotto della Fantastic Factory barcellonese di Bryan Yuzna, per la regia di Paco Plaza e la sceneggiatura dell’italiano Alberto Marini. Dalla Gran Bretagna ritorna Julian Richards, pluripremiato con il suo perfido video-diario di un serial killer The Last Horror Movie; e inoltre Robert Pratten, autore esordiente con London Voodoo, sulle note di una soundtrack composta da Steve Severin dei Siouxie and the Banshees. Da Hong Kong arriva un horror tridimensionale realizzato da Andrew Lau, The Park; dal pianeta Bollywood, il primo kolossal sci-fi in hindi, Koi… Mil Gaya dell’indiano Rakesh Roshan.
Infine un supercult, finalmente in uscita sugli schermi italiani: Donnie Darko di Richard Kelly. (dal comunicato stampa del 18 novembre 2004)

Come dicevamo, il festival si è caratterizzato anche per le numerose sezioni e gli importanti incontri.
Nella sezione degli Asteroids, sono state riproposte schegge e meteore dagli schermi del Castello di San Giusto e degli sci-fi festival della prima generazione. Quest’anno sono stati proiettati Schlock di John Landis, Possession di Andrzej Zulawsky (effetti speciali di Carlo Rambaldi) e Raumpatrouille Orion di Michael Braun e Theo Mezger.
Nella sezione/retrospettiva Brit-Invaders! è stata continuata l’esplorazione iniziata nel 2003 del fantastico made in Uk con la collaborazione del British Film Institute e della Semana de Cine Fantastico y de Terror di San Sebastian: due titoli rappresentativi per tutti, Quatermass Xperiment del 1955 e Frankenstein and the Monster from Hell del 1974.

Inoltre, grazie alla collaborazione del Torino Film Festival e di Giulia D’Agnolo Vallan, gli spettatori del Scienceplusfiction hanno avuto la straordinaria possibilità di incontrare John Landis, vincitore dell’Asteroide d’Oro nel ’73 con il suo film d’esordio, Schlock.
All’epoca il premio venne ritirato dal produttore, Jack H. Harris, ma per l’allora ventunenne regista americano fu l’inizio di una carriera tutta in crescendo, che raggiunse il suo vertice nel genere fantastico con An American Werewolf in London del 1981.
In quel medesimo anno, il massimo riconoscimento della kermesse triestina veniva assegnato a Possession, di Andrzej Zulawski. E un grande artista italiano si celava dietro ai tentacolari effetti speciali del film: stiamo parlando di Carlo Rambaldi, allora reduce dal suo primo premio Oscar con Alien di Ridley Scott, e in procinto di mettere in cantiere per Spielberg il suo immortale E.T. L’extraterrestre.
Anche Carlo Rambaldi, dopo la proiezione di E.T. L’extraterrestre – Tha 20th Anniversary edition, si è concesso alle domande degli spettatori.

Infine, nella serata conclusiva del festival la giuria internazionale della sezione “Neon – opere in concorso” – composta da Alan Jones (direttore del Fright Fest di Londra), Xavier Romero (Quatermass), Manlio Gomarasca (Nocturno Cinema) e Fabio Pagan (giornalista scientifico Sissa Trieste) – ha attribuito il Premio Asteoroide 2004 al film Able Edwards (USA 2004) dell’americano Graham Robertson e due menzioni speciali ai film Red Cockroaches, pellicola low budget del ventisettenne regista cubano Miguel Coyula e Tempus fugit, terzo lungometraggio del regista spagnolo Enric Folch.
Il premio è andato ad un’opera che – secondo la motivazione della Giuria – è “un sincero e intelligente omaggio a Orson Welles e al cinema di fantascienza anni Cinquanta, capace però di ricreare un futuro tecnologico e claustrofobico attraverso la sperimentazione di nuove potenzialità del green screen”.

www.scienceplusfiction.org