sabato, Agosto 15, 2026
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“GOYA E LA TRADIZIONE ITALIANA”

Con Goya un invito alla Slow Art

Slow Art ovvero il piacere di godere l’arte, con la tranquillità di spirito che è necessaria, senza fretta e senza doversi contendere spazi, scegliendo di prendersi delle pause se gli occhi e la mente cominciano a soffrire della sindrome di Stendhal. L’arte proposta da mostre di gran qualità, raffinate nella scelta delle opere e nella qualità degli allestimenti, inserite in contesti che rappresentino un grande valore aggiunto. Del concetto di Slow Art la mostra su Goya, che la Fondazione Magnani Rocca si appresta a organizzare (dal 9 settembre al 3 dicembre) nella sua sede di Mamiano di Traversetolo, è l’esatto prototipo.

“Goya e la tradizione italiana” è, infatti, una mostra da godere e da gustare, centellinandola senza fretta, facendo decantare le infinite emozioni offerte dalle opere d’arte con l’uscire a far due e mille passi nel vasto parco, in compagnia dei nobili pavoni bianchi. Lasciandosi anche tentare da un pranzo o uno spuntino nella contigua barchessa dove vengono serviti gli squisiti prodotti di un’area, quella delle Terre della Luna, dove maturano i migliori prosciutti d’Italia e si fanno formaggi sopraffini, meravigliosamente accompagnati da un fresco Lambrusco o una Bonarda di pregio.

Intorno chilometri e chilometri di silenzio e di suggestione, in una campagna ancora non violentata che comincia a farsi collina e che offre un susseguirsi di prati, vigneti e boschi.
Alla Magnani Rocca si può giungere da Parma, venendo da nord, percorrendo strade un tempo bianche, attraverso una campagna tipicamente emiliana, pingue, coltivata con amore e con cura come un giardino agrario, ondulata e punteggiata di ville e cascine. Oppure da Reggio, venendo da sud, percorrendo strade che, superato il fiume Enza, sono ancor oggi guardate da forti castelli: Rossena, Canossa, Montecchio, Montechiarugolo.
Non solo castelli ma anche una sequenza di ville d’autore circondate, come la Magnani Rocca, da parchi che l’autunno e le brume rendono di suntuosa, commovente bellezza.

La mostra su Goya di emozioni ne offre tantissime, nulla nel suo percorso è scontato, ogni opera è lì per una precisa scelta.
Ma è anche una mostra ospitata in una sede straordinaria e a molti ancora sconosciuta: la Fondazione Magnani Rocca, una villa immersa in un immenso parco storico, a sua volta inserito in un ambiente naturale di rara bellezza, fuori dai grandi circuiti, in una terra vocata al gusto.
Le collezioni permanenti della Fondazione (cui si accede con lo stesso biglietto della mostra su Goya) valgono da sole il viaggio. In queste stanze, dove l’impronta dell’antico proprietario è tuttora palpabile, si sono incontrate lungo mezzo secolo le grandi personalità dell’arte ma anche della musica e della cultura italiana. Tutti ospiti e amici di Luigi Magnani, imprenditore e sopraffino collezionista.
Lo confermano gli strabilianti pezzi di antiquariato con cui ha arredato la Villa. Lo confermano i dipinti alle pareti, tutti capolavori che egli ha tenacemente inseguito e riunito qui, dalla meravigliosa Madonna col Bambino di Dürer, a dipinti di Tiziano, Rubens, Van Dick, al maggior capolavoro di Goya conservato in Italia (opera che è parte della mostra ora dedicata al grande spagnolo), a tavole dei grandi toscani e di Gentile da Fabriano, via via sino a Monet, Renoir, Cézanne, de Chirico, de Staël, Burri, a confermare l’ampiezza degli interessi e l’apertura mentale di Magnani. Di alcuni ospiti restano tracce importanti come la collezione di ben 50 Morandi lasciati dal maestro in occasione dei suoi ripetuti “tranquilli soggiorni” nella Villa.

Dopo aver trascorso l’intera giornata a godersi arte, natura e buoni cibi, al meritato riposo provvedono non grandi strutture alberghiere, che qui non esistono, ma numerosi, eleganti agriturismi disseminati sui declivi delle colline tutto intorno alla Villa. L’indomani si potrà scegliere tra escursioni naturalistiche, castelli, ville o perché no, un lungo giro di assaggi in una zona dove il palato trova ovunque tentazioni cui è difficile rinunciare.

Il tutto slow, senza fretta, regalandosi del tempo per vivere e godere le emozioni.

“GOYA E LA TRADIZIONE ITALIANA”

9 Settembre – 3 Dicembre 2006

Fondazione Magnani Rocca
via Fondazione Magnani Rocca 4, Parma – Mamiano di Traversetolo.

Orario continuato 10-18; Lunedì chiuso.
Ingresso € 8,00 (comprensivo delle Raccolte permanenti).
Mostra a cura di Fred Licht e Simona Tosini Pizzetti.
Catalogo edito da Silvana Editoriale.
Per informazioni e prenotazioni gruppi: Tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337 info@magnanirocca.it
www.magnanirocca.it