I MACCHIAIOLI: PRIMA DELL’IMPRESSIONISMO

I Macchiaioli: una svolta nella pittura italiana

A quasi trent’anni dalla grande mostra sui Macchiaioli del 1975 che ha riscoperto questo movimento italiano dell’Ottocento, Palazzo Zabarella a Padova si propone di dare una nuova interpretazione a questo fenomeno che per numerosi aspetti ha anticipato alcune delle tendenze impressioniste.

La mostra si svolge seguendo una doppia strada: da un lato viene spiegato il clima culturale in cui i pittori, che ruoteranno attorno al Caffè Michelangelo, formarono la propria teoria pittorica, dall’altro, grazie ad una divisione tematica, si presentano i nomi più illustri del movimento Macchiaiolo: Lega, Fattori,Signorini e Borrani tra gli altri.

Le ultime sale sono dedicate allo sviluppo che ebbe il movimento dopo 1867 seguendo, attraverso ritratti mirabili come quello dello scultore Carnielo di Lega e scene di interno come la toletta del mattino di Signorini, il problematico ventennio successivo all’esperienza macchiaiola che si avvicina alle nuove tendenze del Naturalismo francese.
Una nota caricatura di Cecioni del 1867 accoglie il visitatore : si tratta della celebra immagine che ritrae alcuni dei Macchiaioli, tra loro Borrani, Lega e Signorini, al Caffè Michelangelo a Firenze.
Un movimento, quindi, strettamente legato a un organo di diffusione della cultura come il caffè: è qui che coloro che facevano da spola tra l’Italia e la Francia, ricordiamo un nome per tutti Martelli, davano le prime informazioni sulla nuova pittura fondata sul vero che si stava diffondendo nell’epoca post romantica.

L’Italia tra il 1855 e il 1865 era ancora legata all’arte romantica, prevalentemente di genere storico ed è in questo clima che si formano alcuni futuri macchiaioli: non ci stupisce che Cabianca faccia un quadro di storia medievale come Novellieri toscani del XIV secolo o Borrani ci offra un quadro come Medioevo (il disseppellimento del corpo di Jacopo de’Pazzi). Si tratta di un tipo di pittura certamente influenzata sia dal colorismo che dalla struttura di Hayez, il quale negli stessi anni è ancora attivo a Milano: un colore pastoso, un taglio che riprende tematiche storiche di quel medioevo idealizzato dall’Ottocento romantico perché considerato un secolo brillante per la politica italiana, soprattutto se visto, come accade per questi autori, alle soglie dei moti rivoluzionari.
La tematica storica rimane, tuttavia, anche nelle successive opere dei macchiaioli, basti pensare a quadro come In vedetta di Fattori o Il 26 aprile 1859 in Firenze di Borrani, ma la tematica non attinge più ad un medioevo di maniera, bensì alla storia contemporanea .

Tuttavia la grande rivoluzione è la tecnica che rompe completamente con il passato: la pittura corposa eredità del romanticismo è spazzata via in favore di una nuova ricerca cromatica, fondata sullo studio della luce e dei colori.
In questo modo , ogni oggetto può diventare opera d’arte: così L’interno di un chiostro di Abbati è uno spunto per poter giocare con l’ombra delle volte del chiostro e la luce che invade i massi bianchi, Il pergolato di Lega non vuole rappresentare solo una scena borghese, ma è un abile gioco di luci e ombre creati dal pergolato che incornicia l’incontro tra le figure femminili.
Forse, questa nuova tecnica, si riesce a percepire meglio nel paesaggio: superato l’inevitabile incontro con la pittura di genere, il paesaggio perde ogni caratterizzazione e la tela si allunga in senso orizzontale per permettere allo sguardo di aprirsi maggiormente e dare una nuova prospettiva alla ricerca cromatica. E’ il caso di Veduta di Castiglioncello di Abbati in cui non c’è bozzo preparativo, non c’è impostazione dell’immagine, ma solo colore che costruisce e illumina il quadro.Da questo punto di vista è singolare anche il dittico di Signorini Piazzetta di Settignano: il primo quadro ritrae la piazza con il sole terso di una mattinata estiva, il secondo la ritrae prima di temporale: è una tecnica che vuole dimostrare come luci e ombre e colori cambino a seconda della condizione atmosferica e ricorda molto le famose Cattedrali di Monet.

Questa nuova esperienza tocca anche un genere particolare come il ritratto: nelle prime opere rimane costante la struttura del ritratto borghese alla Molmenti o alla Hayez mentre con l’approssimarsi del successo della nuova tecnica, anche un volto o una figura possono diventare spunto per uno studio di luce e perdere i dettagli del volto o del vestito: La rotonda dei bagni Palmieri di Fattori costruisce le donne con macchie di colore contrastanti tra di loro e con lo sfondo, la poco conosciuta Lettrice di Zandomeneghi si ripara dal sole con il suo ombrellino, abile espediente per attirare luce sulla figura e giocare con le ombre sul volto.

“I Macchiaioli : prima dell’impressionismo” – 27 settembre 2003 – 8 febbraio 2004; Padova, palazzo Zabarella