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IL SIMBOLISMO A FERRARA

Da Moreau a Gaugin a Klimt a Segantini

A Ferrara, a Palazzo dei Diamanti si è aperta a febbraio, per proseguire poi fino al 20 maggio, la grande mostra dedicata al simbolismo, sontuosa epifania di questa corrente nata in Francia come reazione al naturalismo e all’impressionismo.

Curata da Genevieve Lacambre, la rassegna ferrarese illustra , con scelte mirate, anticipazioni, inizi, sviluppi di quest’arte offrendo, in una successione cronologica, opere di Moreau, Boklin, le fantastiche apparizioni di Odillon Redon, il raffinato esotismo di Gaugin, le inquietudini di von Stuck, il misticismo lirico di Segantini ( L’Amore alla fonte della vita) , le immagini tormentate di Previati, l’intimismo e la ricerca dell’esistere all’interno della realtà visibile di Munch( Fanciulle sul ponte, Malinconia).

Tendenza letteraria, filosofica, sociale oltre che artistica, il simbolismo si sviluppa dal decadentismo esprimendosi attraverso un sistema di simboli. Nel 1886 appare su “ Le Figaro Létteraire” un articolo di Jean Moreas dal titolo sigmificativo :” Il simbolismo”. Viene subito considerato come il manifesto di una nuova scuola nonostante le imprecisioni e la mancanza di rigore con cui è scritto. In letteratura Baudelaire è considerato il precursore del movimento; egli vede il poeta come interprete della realtà rappresentata ( nel sonetto “ Correspondances”) come una foresta di simboli.

Nell’ambito artistico ai principi del realismo ottocentesco, i simbolisti sostituiscono l’idea di una continua aspirazione alla trascendenza. I simbolisti, più che su una dottrina comune, si riconoscono in una comunanza di aspirazioni, di rifiuti, di avversione al razionalismo e al naturalismo. L’arte diviene un mezzo per sfuggire al quotidiano sia che vengano privilegiati soggetti storici, religiosi o allegorici. Per strade diverse e attraverso esperienze molteplici, senza rinnegare gli abituali procedimenti del dipingere, Reon, Moreau, Gaugin, i Nabis in Francia, Munch in Norvegia, Rops, Ensor, Knoppf in Belgio, Klimt in Austriua, Previati e Segantini in Italia si riconoscono in questo nuovo ideale estetico teso ad estrarre da ogni epoca la bellezza misteriosa che sfugge ai profani.

Ormai prossimo alla morte Segantini dipinge nel 1886 “ La fonte della vita” che per la sua valenza simbolista riscosse immediato successo specie nell’ambito della Secessione viennese. Realizzato su commissione del principe Jussopov è l’autore stesso a decifrarne i simboli mentre scrive all’amico Turati ….Rossi rododendri dicono amore eterno mentre un mistico Angelo stende la grande ala sulla misteriosa fonte della vita……

IL SIMBOLISMO
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Dal 18 febbraio al 20 maggio 2007
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso, dalla domenica al giovedì dalle 9.00 alle 20.00; venerdì e sabato dalle 9.00 alle 22.00.
Aperto anche: Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile e 1 maggio.
Ingresso: intero € 9.00, ridotto € 7.50, scuole € 4.00.
Mostra organizzata in collaborazione da Ferrara Arte e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
Catalogo edito da Ferrara Arte, a cura di Geneviève Lacambre con la collaborazione di Luisa Capodieci e Dominique Lobstein
Call Center Ferrara Mostre e Musei: tel. 0532.244949, fax 0532.203064,
e-mail: diamanti@comune.fe.it, WS: www.palazzodiamanti.it
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