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“Il bacio di Aracnae”

Ragione vs cuore

Spietato e crudele scontro tra ragione e cuore, impegno ed emozione, ideologia e disimpegno, razionalità ed irrazionalità, ispirato al noto romanzo di Manuel Puig

Debutterà venerdì 2 gennaio 2009 alle ore 21.00 (in replica fino a mercoledì 7) al Teatro Elicantropo di Napoli, un inedito allestimento de Il bacio di Aracnae, di e con Arnolfo Petri, che segna l’incontro tra due spazi teatrali della città, il Primo e lo spazio-eventi di Vico Gerolomini. Le due strutture teatrali, seppur differenti per le rispettive proposizioni, dedicano, da sempre, il loro impegno, con non poche difficoltà, ad arricchire ed ampliare l’offerta culturale della città. Un ideale percorso condiviso e radicato sul territorio, per rilanciare un teatro d’impegno ‘civile’ o dei ‘sentimenti’.

Liberamente ispirato alle pagine di uno tra i più graffianti romanzi della letteratura sudamericana, El beso de la Mujer Aranha di Manuel Puig, e presentato per la prima volta, nel 2004, nell’ambito di “Ambigua – teatri dell’eros e della diversità”, Il Bacio di Aracnae, rappresenta lo spettacolo “manifesto” di Arnolfo Petri, dove il tormento esistenziale, così caro alla sua creazione drammaturgica, si mescola alle dissacranti atmosfere del suo universo poetico, come sempre popolato da inquiete materializzazioni.

L’allestimento, presentato da Accademia Teatrale Il Primo, vede la presenza in scena, oltre allo stesso Petri, di Massimilano Rossi e Giuliana Loperto. Le musiche originali sono a cura di Marco Mussomeli, il disegno luci di Franco Acciarino, i costumi di Alessandra Gaudioso, i movimenti scenici di Ciro Pellegrino.

“Sono trascorsi cinque anni – scrive Petri in una nota – da quando proposi per la prima volta Il Bacio di Aracnae, nel 2004, ma il mio incontro col romanzo di Puig, e questa storia di “contrasti emozionali”, risale al 1984. Frugando in una piccola libreria di Amsterdam, scovai questo romanzo, allora sconosciuto, che l’anno successivo avrebbe ispirato un cult-movie a basso costo che avrebbe fatto il giro del mondo. Ciò che m’ispirò la scrittura di questo testo, rapito dalle suggestioni delle dive demodè di Puig e della sua Mujer Aranha, fu l’idea di quel “muro”, quel terribile muro del pregiudizio e dell’intolleranza che in quegli anni faticava davvero a cadere che mi diede lo stimolo a raccontare la storia di Marcelo e Milton”.

Nelle penombre di un penitenziario, perduto in qualche latitudine lontana, due “perdenti” si affrontano in uno spietato scontro tra impegno e disimpegno, amore e dolore, razionalità ed irrazionalità. Due emblemi del rifiuto, scarti di una realtà che tutto vomita, soprattutto se diverso, soffocando le ragioni di chi non sa cedere all´omologazione collettiva.

Due sconfitti dalla vita, un “rivoluzionario”, confuso nei dilemmi delle sue fragili convinzioni, ed un omosessuale, perduto tra le dive patinate e un pò kitch dei suoi sogni, si affrontano in uno “scontro-incontro”, affondando i loro coltelli tra brandelli di film melodrammatici , manifesti ideologici ed inutili pagine di giornali scandalistici.

Un subdolo potere politico li ha così relegati, uniformemente all’imperante ideologia dell’omologazione. A quei muri, che nei frenetici anni ottanta stentavano a cadere, e che sembravano essersi dissolti nel decennio successivo, ne sono seguiti degli altri, molto più subdoli e crudeli. Sono i muri della massificazione, dell’odio razziale, dell’intolleranza, della violenza. I muri che fanno paura e che si ergono tra noi e una società più equa.

Il bacio di Aracnae, di e con Arnolfo Petri
Napoli, Teatro Elicantropo – dal 2 al 7 gennaio 2009
Info e prenotazioni al numero 081296640 email teatroelicantropo@iol.it
Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (feriali) ore 18.00 (festivi)