sabato, Agosto 1, 2026
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Intervista a Federico De’ Robertis

Chiacchierata con il leader di Fede & Gli Infedeli

Nati appena nel 2011, Fede & Gli Infedeli possono contare su un curriculum decisamente invidiabile. Da oltre dieci anni, compositori delle musiche di celebri film italiani, sono ora alle prese con la colonna sonora del prossimo film di Gabriele Salvatores.
Il loro nome deriva dalla totale incapacità di essere fedeli all’ortodossia di un genere solo. E così, in questo continuo peregrinare da uno stile all’altro e nell’infedeltà raccontata nelle loro canzoni, Fede & Gli Infedeli hanno probabilmente trovato il loro equilibrio. Ecco la nostra chiacchierata con Federico De’ Robertis, leader del gruppo…

NSC: Il vostro nome è Fede & Gli Infedeli. Infedeli a cosa?

F.D.R.: Il nome del gruppo nasce da un gioco di parole. Il termine “Fede”, intanto, deriva dal mio diminutivo, visto che mi chiamo Federico, ma può essere inteso anche in senso religioso. La parole “Infedeli”, invece, si riferisce al fatto che nel disco ho spaziato all’interno di un bagaglio musicale molto variegato, e il gruppo mi ha sempre accompagnato in questo costante saltare da uno stile all’altro. Quindi siamo stati piuttosto infedeli all’ortodossia di un genere solo. E poi c’è anche un’accezione negativa del termine: in tutto, il gruppo è composto da ben nove elementi, e visto che siamo molto impegnati, essere liberi tutti la stessa sera è sempre molto difficile. E anche in questo siamo un po’ infedeli.

NSC: In un’epoca ossessionata dal bisogno di apporre delle etichette, non pensi che il vostro continuo peregrinare da un genere all’altro vi abbia penalizzato?

F.D.R.: Sicuramente, dal punto di vista del marketing, il nostro è stato un salto nel buio. Ma io quando scrivo musiche di generi diversi non lo faccio per esercitarmi nella composizione, ma lo faccio perché mi viene naturale. Tra l’altro ho la fortuna di lavorare anche per il cinema, il che mi consente e mi obbliga a scrivere tante cose diverse. Così ho provato a riproporre nel disco la varietà di stili e generi propri del grande schermo. Probabilmente la mia è una scommessa persa in partenza, ma credo che l’onestà sia una dote fondamentale quando si cerca di comunicare. Quindi io sono fatto così e ho fatto quello che so fare.

NSC: I vostri testi sono caratterizzati da un forte gusto per la provocazione. C’è qualche musicista a cui vi ispirate e come nasce una canzone di Fede & Gli Infedeli?

F.D.R.: Di autori a cui ci ispiriamo ce ne sono troppi! Uno che ho ascoltato per tre anni di seguito, senza riuscire a imparare un millesimo di quello che ha fatto, è Frank Zappa, uno dei più grandi musicisti della seconda parte del Novecento. Ma poi potrei citare i Beatles e John Coltrane, fino ad arrivare a Chopin. La mia formazione è classica, essendo diplomato al conservatorio, e a livello melodico è stata molto influenzata dai “grandi del passato”.
Per quanto riguarda la stesura dei nostri pezzi, io inizio sempre da un tema musicale. A quel punto mi chiedo: «Che cosa mi ispira?» e, seguendo l’onda delle emozioni che la melodia mi suscita, compongo il testo.

NSC: Qual è l’impressione quando si è al cinema e si ascolta la propria musica?

F.D.R.: E’ sempre una grande emozione. Quando durante un film irrompe una canzone famosa, la sua funzione è quella di creare un rapporto di familiarità tra la pellicola e lo spettatore che conosce già il pezzo. Quando scrivo musica da film, invece, mi rendo conto che è come se inserissi un attore in più. Paradossalmente, un attore silenzioso. La musica suggerisce uno stato d’animo, ma a volte capita che, seguendo le vicissitudini del film, non ci si accorga neanche della sua esistenza. Ecco, allora vuol dire che la colonna sonora sta funzionando bene, che sta facendo il suo lavoro.

NSC: Il primo singolo dell’album è Il frutto proibito, pezzo che racconta una storia piuttosto sui generis. Com’è nata la canzone e come avete avuto queste intuizioni?

F.D.R.: Io ho la fortuna di essere amico di Diego Abatantuono da più di trent’anni: ci siamo conosciuti quando ero ancora un ragazzino. E il pezzo è nato da un tema strumentale che avevo scritto per la sua prima opera da regista, Area Paradiso, uno sceneggiato di due ore andato in onda in un’unica serata su Canale 5. Diego interpretava la parte di un benzinaio che viveva sulle colline toscane. Aveva perso qualsiasi tipo di contatto col mondo e passava le sue giornate ascoltando la musica degli anni Sessanta. Allora io ho scritto tre o quattro temi ispirati a quella situazione e tra questi Diego ha scelto quello che poi sarebbe diventato Il frutto proibito. Così abbiamo scritto il testo: una storia d’amore. Ma poi abbiamo deciso di inserire qualche elemento che lo modernizzasse, rendendolo più divertente e interessante. E Diego ha anche recitato nel videoclip del pezzo.

NSC: Progetti futuri?

F.D.R.: Attualmente sto lavorando al prossimo film di Salvatores, che si chiama Il ragazzo invisibile. E questo lo sto facendo sia come artista singolo, sia come Fede & Gli Infedeli.
Poi, abbiamo appena realizzato il video di Pum Pum Pum, che presto sarà disponibile on line.
E abbiamo diverse canzoni nuove nel cassetto, sperando di riuscire a trovarci presto tutti e nove per registrarle!

Vi lasciamo con il videoclip di Il frutto proibito, primo singolo di Gita per bambini