E’ il futuro del sax in Italia: Javier Eduardo Maffei, un talento tutto da scoprire. Il suo primo sassofono – di plastica e molto colorato – lo ricevette in dono a quattro anni e se ne innamorò subito.
Da lì, fu tutto un crescendo, perché la musica ce l’ha nel sangue, che sia jazz, pop, blues o qualunque altro stile, tanto da arrivare ad essere, all’età di appena 28 anni, un sassofonista tra i più bravi d’Italia, consacrato alla popolarità da Cesare Cremonini con ben due tour e oggi anche un apprezzato compositore e arrangiatore, specialmente in Austria a fianco del Maestro Gustav Kuhn, dove si occupa dello sviluppo della musica pop e jazz all’interno del celebre Tiroler Festspiele Erl, in collaborazione con l’Accademia di Montegral a Lucca.
Lui si chiama Javier Eduardo Maffei ed è il futuro del sax in Italia, ma forse anche nel mondo. Lo abbiamo intervistato per NonSoloCinema.
NSC: Come hai iniziato a suonare, e perché proprio il sassofono?
“La mia passione per questo strumento risale a un giocattolo che scelsi a quattro anni: ricordo benissimo quando a una fiera scovai un sassofono di plastica blu – che tra l’altro è anche il mio colore preferito – e da allora sono sempre rimasto affascinato da questo strumento. In seguito ho iniziato a suonare nel Corpo Bandistico “G. Santi” Colbordolo con un sassofono vecchissimo che aveva più anni di me, ma da lì è cominciato il mio percorso nella musica. Dopo qualche anno decisi di mettermi a studiare seriamente: mi sono laureato in sassofono al Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro”.
NSC: Al Conservatorio hai anche imparato a suonare il pianoforte…
“Sì, perché dovevo. All’inizio non mi piaceva assolutamente, ma poi l’ho scoperto meglio e ho capito che è uno degli strumenti più completi in assoluto”.
NSC: Qual è stato l’incontro più significativo della tua carriera?
“Sicuramente quello con Cesare Cremonini. Prima di lui suonavo con tante formazioni, mi districavo dalla musica da discoteca ai gruppi funky, pop, jazz, facendo anche cinque o sei concerti alla settimana. In pratica ero una trottola, mi spostavo da Milano a Bari di continuo e guadagnavo decisamente poco, tuttavia quel periodo mi è servito per conoscere tantissimi musicisti. E si sa, la musica è fatta molto anche di public relations.
Poi, un giorno, un mio amico batterista, Fabio Nobile, mi telefonò dicendomi che Cremonini stava cercando un sassofonista, corista e trombettista. Così sono stato contattato per fare una prova e quando mi hanno confermato che avrei fatto parte della band sono stato felicissimo di fare questa meravigliosa esperienza, per me del tutto nuova e in un certo senso incredibile. Suonare all’Arena di Verona, nello specifico, è stato davvero emozionante”.
NSC: Hai dovuto lasciare Cremonini per motivi familiari. Che cosa è successo dopo?
“Ho ricontattato Gustav Kuhn, Direttore molto importante nell’ambito della musica classica che avevo conosciuto parecchi anni prima, e ho cominciato a collaborare con lui in Austria facendo un lavoro totalmente diverso, quello cioè di compositore e arrangiatore per un festival prestigioso: per me è un’ulteriore esperienza di crescita molto stimolante.
Nel frattempo, attraverso Kuhn ho conosciuto Mogol e ad oggi collaboro anche con lui per la realizzazione dell’Opera “La Capinera” scritta da Gianni Bella (musica), Giulio Rapetti Mogol (testo), sul libretto di Giuseppe Fulcheri. Inoltre, sono diventato il Direttore del Corpo Bandistico “G. Santi” di Colbordolo e nel 2011 li ho condotti alla vittoria del secondo premio al Concorso Nazionale per bande e gruppi folkloristici indetto dal Ministero della Cultura e degli Interni in occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia”.
NSC: Altri progetti recenti?
“Alcuni lavori insieme a Marcello Sutera, bassista italiano di grande spessore. Con lui abbiamo un cantiere musicale aperto che si chiama “The Start Point”: creiamo tanta musica e ho la fortuna, grazie a lui, di suonare con delle star musicali internazionali come Dennis Chambers, Frank McComb, Fred Wesley, Lee Pearson, Alfredo Golino e tantissimi altri.
Il brano del progetto “The Start Point” è in vendita su I-Tunes e da un po’ di tempo stiamo pubblicando nuovi singoli a scadenza regolare di un mese circa. Gli ultimi stanno andando molto bene.
Infine, un altro progetto – che in realtà posso chiamarlo un vero e proprio obiettivo – è, entro i 30 anni, quello di riuscire a creare un prodotto mio, nella speranza che piaccia e abbia successo”.
Foto a cura di Chiara Giacobelli






