domenica, Luglio 26, 2026
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LA NOTTE PIU’ LUNGA DI HOLLYWOOD: ASPETTANDO GLI OSCAR

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Come ogni anno, l’attesa si è fatta spasmodica. Sono gli ultimi giorni, quelli in cui chiunque crede di avere la risposta in tasca, in cui si spera, si immagina, si scommette (i bookmakers inglesi amano questo periodo) e, perché no, si sogna che un giorno, chissà, anche noi potremmo sfilare sulla passerella del Kodak Theatre e sentire il nostro nome pronunciato dopo la fatidica formula “And the Oscar goes to…”. Se si avverte anche uno soltanto di questi sintomi, la risposta è una sola: febbre da Oscar. Perché chiunque ami il cinema non può non essere affascinato da una tale valanga di glamour, scintillio, dal turbinio di abiti e borsette, gioielli e accoppiamenti, look improbabili e star così belle da sembrare irreali. In ognuno si sveglia lo spirito più curioso, si cade in preda della gossip-mania: ma dove si siederà Tom Cruise con la neo-moglie Katie? Vicino a Nicole? Lontano, Nicole sarà con suo marito? E magari dietro vedremo in bella mostra Brad e Angelina? Ma in tutto questo vortice di stelle, drappi e stautuette dorate non si deve dimenticare che al centro della scena deve rimanere, come sempre, il cinema, il magico sapore della premiazione: essere riconosciuti dall’intera Hollywood, godersi ogni singolo applauso perché quella statuetta vuol dire che probabilmente si è fatto qualcusa di buono per il cinema.

Quest’anno il mastodontico show, spesso caratterizzato da ritmi alterni, che oscillano fra il cardiopalma e la catalessi (com’è tipico di questi eventi), sarà presentato dalla comica Ellen DeGeneres, per la verità più famosa per i suoi contributi televisivi. La DeGeneres conduce da anni uno show comico di successo che porta il suo nome, ed è stata anche protagonista di una sitcom, Ellen, distribuita anche in Italia, dove l’irriverente e spigliata protagonista aveva rivelato al mondo la sua omosessualità. La DeGeneres è quindi un personaggio interessante, vitale, alle prime armi per quanto riguarda quest’esperienza, e porta una ventata di novità rsipetto alle scorse edizioni, dove il più delle volte si erano alternati alla conduzione più o meno gli stessi mattatori.
Ma veniamo alle varie categorie: è possibile azzardare un pronostico, guardando alle varie nomination? Un grande aiuto lo possono dare le previsioni di varie riviste del settore, nonché i bookmakers inglesi, con un giudizio obiettivo sui vari candidati e soprattutto, una buona conoscenza dell’Academy e delle sue strategie. Dopo aver valutato tutte queste variabili, abbiamo provato a delineare un pronostico dei pssibili vincitori, senza alcun valore se non quello della pura supposizione. Ma, si sa, il bello dell’Oscar è anche quello.

Uno dei film favoriti sembra sicuramente essere The Departed: pur non essendo il più nominato – presenta solo 5 nomination, ma nelle categorie più importanti – e potrebbe fare incetta dei premi ai quali concorre. E’ molto probabile che finalmente Martin Scorsese vinca un Oscar per la “Miglior Regia”: sembra infatti paradossale che un regista così riconosciuto e acclamato non abbia ancora ottenuto un riconoscimento dall’Academy, e questa è per lui l’ottava candidatura nella sua carriera. Il film ha avuto un grande successo di critica e pubblico e Hollywood, magari un po’ tardivamente, ama comunque riconoscere i suoi maestri: pensiamo a Steven Spielberg (premiato per Schindler’s List dopo 20 anni di carriera) o a Clint Eastwood. Proprio riguardo a quest’ultimo, sembra improbabile che l’Oscar vada a lui anche quest’anno, avendo già ottenuto due riconoscimenti, e in entrambi casi con una doppietta d’oro: Miglior Film e Regia per Gli Spietati (1992) e Million Dollar Baby (2004). L’Academy ama Clint alla follia, ma ha anche il compito di distribuire equamente i suoi premi. Molto più probabile che il film ottenga un Oscar per il Suono. Più difficile la possibilità che il film si aggiudichi la Miglior Sceneggiatura Originale, che potrebbe invece andare a Little Miss Sunshine.

Il premio per la Sceneggiatura, infatti, spesso guarda a opere di alta qualità con meno possibilità di vittoria nelle categorie principali, magari perché adombrate da film di maggiore risonanza, o perché comiche. Per il Miglior Film, infatti, raramente l’Academy premia una commedia per timore di screditare il premio più alto e perché, in ogni caso, film che trattano temi di un certo livello toccano il cuore dei membri votanti. Tra i possibili contendenti alla “Miglior Sceneggiatura Originale” svetta anche Babel , il principale avversario di The Departed. Recentemente l’Academy ha infatti dimostrato di amare le storie corali e dal sapore indipendente, e molte volte ha favorito i nuovi talenti rispetto ad autori già pienamente affermati. Alejandro Gonzalez Iñárritu e il suo terzo lungometraggio sembrano rispondere in pieno a questi requisiti. E in quest’anno, in cui la corsa al Miglior Film
è tutt’altro che scontata, Babel smebra avere buonissime possibilità di successo. Si potrebbe anche azzardare un’ipotesi: siccome sarebbe eclatante negare a Scorsese la statuetta per l’ottava volta, il premio alla miglior regia andrebbe all’autore newyorkese e il premio alla miglior opera alla pellicola del regista messicano. Non dimentichiamo che l’anno scorso la vittoria di Crash è stata una sorpresa per tutti, soprattutto quando I segreti di Brokeback Mountain era data indubbiamente come favorita, molto di più di quanto non lo sia una delle pellicole nominate quest’anno.

Che dire, invece, dei premi agli interpreti? Nella categoria “Miglior Attrice Protagonista” non sembrano esserci dubbi: Helen Mirren, con The Queen, porterà a casa lo zio dorato. L’Academy va in brodo di giuggiole quando vede un attore, o ancor meglio un’attrice, sfigurarsi, imbruttirsi, invecchiarsi, deformarsi o rendersi irriconoscibile; e, come se non bastasse, la seconda tecnica per ammaliare l’Academy è interpretare un personaggio realmente esistito. E che dire se questo è ancora vivo e vegeto, famoso, al centro di continui pettegolezzi e, come ciliegina sulla torta, seduto al trono più in vista del mondo? I bookmakers inglesi ormai non accettano più scommesse sul suo nome: la Mirren ha ormai l’Oscar tatuato sulla fronte; questo non toglie che la sua categoria presenti delle interpreti sensazionali, ma avranno tutte un’altra possibilità. Tra di esse, se proprio la notte delle stelle avesse deciso di stupirci sul serio, Kate Winslet sembra essere la più temibile cotendente, ma che dire della straordinaria prova di Penélope Cruz in Volver? Hollywood ama la bella spagnola e ama Almodòvar: staremo a vedere…

Per quanto riguarda gli attori, Forest Whitaker è dato come favorito per la sua interpretazione in L’ultimo re di Scozia, dove impersona il dittatore ugandese Idi Amin. Ma in questo caso i giochi non sembrano del tutto chiusi: Leonardo Di Caprio, con Blood Diamond alla terza nomination, potrebbe ottenere finalmente uno sperato riconoscimento e al terzo posto potrebbe defilarsi Will Smith per la sua matura, sentita e toccante interpretazione ne La ricerca della Felicità, firmato da Muccino. Nelle categorie dei non protagonisti sembrano esservi poche certezze: tra gli uomini è dato come favorito il veterano Alan Arkin per Little Miss Sunshine anche se Eddie Murphy, già fresco di Golden Globe, potrebbe procurare a Dreamgirls una statuetta. Nella categoria troviamo anche un attore di grandi capacità come Mark Wahlberg, alla prima nomination, ma con alle spalle una carriera molto interessante, non tanto divo quanto attore a tutto tondo. Per la “Migliore Attrice Non Protagonista” la situazione si fa ancora più incerta, dal momento che ognuna sembra avere un punto a proprio favore; l’unica che ci sentiamo tranquillamente di escludere è Cate Blanchett, essendo l’unica del gruppo con già una statuetta in salotto e con sicuramente qualche punto in meno delle altre interpreti, se si considera i gusti dell’Academy. Entrambe le attrici nominate per Babel sembrano avere buonissime probabilità (Adriana Barraza offre un ruolo sentito pur recitando in un inglese precario, mentre Rinko Kikuchi addirittura non apre bocca e comunque emoziona il pubblico, e abbiamo già visto come l’Academy ami quetso genere di ruoli); Jennifer Hudson, dalla sua, ha un asso nella manica, la completezza, necessaria in un musical come Dreamgirls: recitazione spontanea e voce da urlo. Abigail Breslin, dal suo canto, è divertente, adorabile ed è una bambina, e gli Oscar hanno sempre avuto un occhio di riguardo per i talenti in giovanissima età.

Per la “Miglior Sceneggiatura Non Originale”, Little Children sembra avere buone chance: rappresenterebbe un riconoscimento al cinema indipendente e a un film di alto livello che in altre categorie viene adombrato da concorrenti potenti. E dall’anno scorso l’Academy sembra avere un occhio di riguardo per il cinema Indie. Da non escludere una possibile vittoria di Borat , successo al botteghino e apprezzato dalla critica. Per il “Miglior Film Straniero” invece, i giochi sembrano essere fatti: Il Labirinto del Fauno ha avuto un successo straordinario ed è adorato dalla critica.

Ma ormai la data si avvicina: ancora qualche giorno e conosceremo il verdetto di Hollywood. L’appuntamento è domenica 25 Febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles. Per i più coraggiosi (o insonni) l’Italia trasmetterà una diretta su SkyCinema1 a partire dalle 23:30. Come di consueto, NonSoloCinema sarà in America per voi a seguire l’evento in diretta.

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79° NOTTE DEGLI OSCAR – PRONOSTICI
Miglior film: “Babel” (Paramount and Paramount Vantage) An Anonymous Content/Zeta Film/Central Films Production Alejandro González Iñárritu, Jon Kilik and Steve Golin, Producers
Miglior attore protagonista: Forest Whitaker in “The Last King of Scotland” (Fox Searchlight)
Miglior attore non protagonista: Alan Arkin in “Little Miss Sunshine” (Fox Searchlight)
Miglior attrice protagonista: Helen Mirren in “The Queen” (Miramax, Pathé and Granada)
Miglior attrice non protagonista: Rinko Kikuchi in “Babel” (Paramount and Paramount Vantage)
Miglior film di animazione: “Cars” (Buena Vista) John Lasseter
Miglior scenografia: “Pan’s Labyrinth” (Picturehouse) Art Direction: Eugenio Caballero Set Decoration: Pilar Revuelta

Miglior fotografia: “Pan’s Labyrinth” (Picturehouse) Guillermo Navarro
Migliori costumi: “Marie Antoinette” (Sony Pictures Releasing) Milena Canonero
Miglior regia: “The Departed” (Warner Bros.) Martin Scorsese
Miglior montaggio: “The Departed” (Warner Bros.) Thelma Schoonmaker
Miglior film straniero: “Pan’s Labyrinth” A Tequila Gang/Esperanto Filmoj/Estudios Picasso Production Mexico
Miglior trucco: “Pan’s Labyrinth” (Picturehouse) David Marti and Montse Ribe
Miglior colonna sonora originale: “Babel” (Paramount and Paramount Vantage) Gustavo Santaolalla
Miglior montaggio sonoro: “Letters from Iwo Jima” (Warner Bros.) Alan Robert Murray
Miglior sceneggiatura non originale: “Little Children” (New Line) Screenplay by Todd Field & Tom Perrotta
Miglior sceneggiatura: “Little Miss Sunshine” (Fox Searchlight) Written by Michael Arndt