La vicenda è ambientata durante la seconda guerra mondiale ed in particolare nel 1943, quando si pensava che, con l’armistizio dell’8 settembre, la guerra fosse finita ed invece si era solo all’inizio della fase peggiore, a causa degli scontri tra i tedeschi in ritirata e gli “alleati” che venivano a liberare il paese. In un rifugio antiaereo a Napoli – la prima stanza – si trovano otto persone che condividono la paura e un desiderio di fuga disperata. Roma è stata bombardata. Il secondo quadro ci riporta nello stesso luogo, qualche settimana più tardi: gli Americani sono sbarcati in Sicilia e risalgono verso il Nord. Nelle voci degli otto protagonisti riecheggiano tutto lo sgomento e l’incertezza di un Paese dilaniato. Terza stanza, dopo l’armistizio dell’8 settembre. Gli Americani sono alle porte e “le voci” si rendono conto che devono fare qualche cosa per salvare Napoli dall’occupazione tedesca. Nel clima di dramma parossistico, Erri De Luca inserisce, con un’intuizione teatralmente straordinaria, una sorta di farsa inscenata da due dei protagonisti per alleggerire l’atmosfera plumbea di quei momenti.
Nel pieno dei bombardamenti emerge lo spirito indomabile della “napoletanità”, quell’umanità irriducibile che pervade il testo di Erri De Luca, facendone un piccolo capolavoro drammaturgico. Il testo di Erri De Luca non è un saggio storico ma semplicemente il racconto degli stati d’animo, dei sentimenti, delle angosce, delle speranze di chi viveva in prima persona e sulla propria pelle, l’esperienza drammatica della guerra. Come spiega l’autore “i protagonisti della vicenda sono persone, non personaggi. Hanno facce e voci che mi sono state tramandate da mia madre. Nei suoi incubi, però, non c’è il fragore dei bombardamenti ma il suono della sirena, che dava l’allarme, spezzava i sonni e costringeva tutti a scappare nei rifugi … Morso di luna nuova, è nulla più che l’atto di un erede al quale sono stati affidati in lascito quei racconti”. Nel corso delle tre diverse “stanze” del racconto ritorna insistente la melodia di Luna nuova, che di tanto in tanto emerge fra i dialoghi di protagonisti. Ed è proprio la famosa canzone di Salvatore di Giacomo a dare il titolo alla pièce.
Morso di Luna nuova ritorna al Teatro Goldoni dopo essere stato presentato con grande successo lo scorso anno in prima assoluta al Teatro Fondamenta Nuove nell’ambito del Festival Internazionale del Teatro Mediterraneo de la Biennale di Venezia.
Prevendita alla biglietteria del Teatro Goldoni e ai punti vendita HelloVenezia (Venezia: Teatro La Fenice, Piazzale Roma, Ferrovia; Mestre: c/o Centro Vesta, via Cardinal Massaia; Dolo: via Mazzini, 16). Prevendite on-linewww.teatrostabileveneto.it
Informazioni e prenotazioni telefoniche: HelloVenezia 041.24.24Biglietti: Platea: interi € 27; ridotti € 24; giovani € 15 – 1°e 2° ordine: interi € 24; ridotti € 22; giovani € 13 – 3° ordine: € 12 – 4° ordine: € 7






