Un episodio fuori dall’ordinario precede la composizione di quest’album dei Kings of Leon. Dopo una rissa con il fratello, Caleb, il frontman del gruppo, ha un braccio ingessato. I medici gli chiedono di tenere il gesso per qualche tempo ma il ragazzo, dopo un paio di giorni, lo toglie e inizia a scrivere Only by the night, album speciale, non capito da una parte della critica che lo accusa di pessime influenze. Una cosa è certa se il precedente Because of the time aveva colpito positivamente tutti questo quarto lavoro del gruppo americano ha spaccato in due l’opinione.
I fan dei K.O.L. saranno sicuramente innamorati delle undici tracce comprese nella tracklist che apre subito con due pezzi molto buoni: Closer e Crawl. Il terzo brano, Sex on fire, su cui la produzione ha puntato molto, è forse un po’ ruffiano. Nel resto di Only by the night è impossibile non citare poi Manhattan e Cold Desert che mette la parole fine all’album.
A un primo ascolto notiamo subito che il sound di questo Lp, a differenza degli altri tre precedenti firmati dalla stessa formazione, scorre meno sinuoso e rapido, e a brani negli standard si alternano composizione più lunghe (come la stessa, già citata, Cold Desert) che non sempre coinvolgono totalmente chi ascolta.
Una cosa è certa: il pubblico ha apprezzato molto l’ultimo capitolo della discografia dei K.O.L. e a parlare sono i fatti: doppio disco di platino in Inghilterra e addirittura triplo in Australia.
Certo probabilmente i testi che commossero Bob Dylan (alla fine di un loro concerto disse: “Qual’era l’ultima canzone che avete suonato stasera? E’ stato il brivido più intenso della mia vita”) sono in quest’album meno incisivi ma, globalmente, il risultato è sicuramente positivo e non si può che discostarsi da chi addita questo lavoro come un buco nell’acqua. Non lo è affatto. Tutt’altro.
Tracklist
_ 1. Closer
_ 2. Crawl
_ 3. Sex On Fire
_ 4. Use Somebody
_ 5. Manhattan
_ 6. Revelry
_ 7. 17
_ 8. Notion
_ 9. I Want You
_ 10. Be Somebody
_ 11. Cold Desert





