sabato, Luglio 25, 2026
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Presentazione del Volume d’Arte “L’INCANTESIMO DI CIRCE”

Nella sala principale della Biblioteca Casanatense ci accoglie una rara esposizione di testi ed incisioni del Cinquecento, del Seicento e del Settecento, appartenenti al fondo della Biblioteca: si notano fra gli altri e più celebri il ü “Martello delle streghe”, “Malleus Maleficarum” di Jacob Sprenger ed Henricus Institor in due copie, una del 1494 ed un’altra del 1574, oggi rieditato di recente.

La “Demonomania“ di Jean Bodin del 1587 fa bella mostra vicino ai trattati di Cornelio Agrippa, il “De Occulta Philosophia“ (anch’esso riedito e facilmente recuperabile in versione moderna) ed il “Compendio Maleficarum“ di Francesco Maria Guazzo del 1626. Illustrazioni a stampa di Dürer, Luca da Leyda, Hyeronimus Cock e Coryn Boel, accompagnano il visitatore nella riscoperta di temi ancor oggi temuti come emblema del Male. Fra i testi notabili vi è anche l’“Histoire des Diables de Loudun ou de la Possession des Religieuses Ursulines“ (Amsterdam, 1693), ripresa da Aldous Huxley nei “Devils of Loudun“ del 1952, e ridotta cinematograficamente da Ken Russell in “The Devils” negli anni ’80. Il testo di Huxley è edito da Mondadori, “I diavoli di Loudun” (€ 6.80).

Claudio Strinati, autore della prefazione, presenta il libro illustrato da pregevoli tavole a colori che reca in copertina la famosa “Circe” di Dosso Dossi, esposta alla Galleria Borghese di Roma, e dalle sue parole si desume l’indice e la portata del libro: Stefania Macioce, è la curatrice del saggio portante del libro mentre Massimo Moretti si occupa del tema della caduta del mago attraverso la figura di Simon Mago. Marta Rossetti scrive un saggio monografico su Angelo Caroselli riportando inoltre parte degli “Annales” di Cesare Baronio. Strinati enfatizza soprattutto la dicotomia tra magia e fede, ambedue rappresentate ed evidenziate dalla credenza popolare nei prodigi. Esempio portante la librazione in volo di Simon Mago che sfida la fede di Pietro, riproposto dalla cinematografia attuale di stampo orientale attraverso il guerriero che sembra volare nel momento in cui sferra l’attacco al nemico.

Alla sinossi di Strinati segue l’esaltante lezione della Professoressa Cecilia Gatto-Trocchi, docente di Antropologia Culturale all’Università La Sapienza che spiega come “la magia sia una grandiosa metafora ed illusione che con il suo parlar figurato trasmette l’ambiguità dell’umano insieme alla sua irriducibilità”. “Circe”, continua Gatto-Trocchi “rappresenta l’eterno femminino, connettendosi alla Circe dell’Odissea, la Circe di Dossi trasforma gli animali e li governa”, infatti si vedono ai suoi piedi animali rampanti,” è una femme fatale, come la Melissa di Ariosto, questo è il suo incantesimo”. Gatto-Trocchi continua nella sua escursione esplicativa affermando che “la magia è la volontà espressa dall’uomo di organizzare tutte le sue conoscenze assieme al perfezionamento dell’essere, ecco perché le concordanze e le simmetrie tra i quadri e la letteratura convergono e Simon Mago si percepisce essere il padre di Faust, come dice Hans Jonas è il primo gnostico, come colui che attraverso le arti magiche cerca di ottenere il potere sulla terra, ed Elena è un’altra incantatrice, alla stessa stregua di Circe, ecco perché la invoca”.

Nelle segrete simmetrie di questa esplorazione nella tradizione nordica, in particolare olandese, nel soprannaturale e nel demoniaco, si leggono delle traiettorie che giungono ad artisti come Pontormo e Salvator Rosa, pienamente inseriti in un’ottica della rappresentazione sacra del prodigio che Marsilio Ficino e Pico della Mirandola avevano preannunciato nei loro studi.

L’INCANTESIMO DI CIRCE –
Temi di magia nella pittura da Dosso Dossi a Salvator Rosa;
A cura di Stefania Macioce,
Salone Monumentale della Biblioteca Casanatense;
Roma, Via di S. Ignazio 52 ore 18.30 Editore: Logart Press
Piazza Cavour 3 – 00193 Roma;
Tel: 06/6833902,
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