“Psiche” di Paolo Conte

Il ritorno dell’avvocato

Sono trascorsi ormai quattro anni da quando, nel 2004, uscì l’ultimo album di inediti di Paolo Conte. Si intitolava Elegia ed è in qualche modo legato al nuovo lavoro dell’autore astigiano, soprannominato l’avvocato, che fa il suo ritorno, in tutti i negozi di dischi, con 15 nuove tracce racchiuse in Psiche, questo il titolo dell’LP, prodotto da Renzo Fantini.

Non si può non citare, fin da subito, la guest star del brano numero 13, intitolato Coup de théatre e realizzato in collaborazione con Emma Shaplin, una talentuosa soprano francese. Tutte le canzoni portano la firma di Paolo Conte e sono estremamente cariche di jazz, il primo amore del cantante che lo avvicinò alla musica molti anni fa. Quasi un omaggio a questo genere che si respira altalenante dall’inizio alla fine del disco.

La canzone che apre la tracklist è proprio quella che dà il titolo all’opera, Psiche appunto, un brano con un’atmosfera piano bar che lascia il segno in chi ascolta. Scorrendo traccia dopo traccia purtroppo i brani di Conte non si dimostrano tutti alla stessa altezza delle valide Omicron (bel ritmo, incisive le parole), Così o non così (molto orecchiabile e vicina ai vecchi motivi del cantante) o la conclusiva Berlino (un omaggio alla città tanto amata dove Conte ha anche un buon seguito e dove la sua musica è molto amata).

Psiche continuerà nelle settimane che seguono a vendere sempre molto e probabilmente diversi critici musicali ne parleranno bene ma francamente dopo un paio di ascolti delle 15 canzoni non riesco a scriverne con entusiasmo. Per carità, l’autore si dimostra sempre abile come paroliere e certe linee musicali sono sicuramente azzeccate come, per fare un esempio, il sound de La danza della vanità. Ma niente di più.

Si possono fare due ragionamenti: per tutto ciò che ha realizzato nell’arco della sua carriera Psiche è un giusto seguito di Elegia e quindi si collega ad una serie di lavori precedenti con continuità e coerenza; in questo caso l’album potrà piacere all’ascoltatore che evidentemente non si aspettava più di tutto ciò. Ma per chi è veramente innamorato dell’opera di Paolo Conte forse non basta; perché ci sono belle idee ma queste non decollano come ci si aspetterebbe e, nel complesso, l’esito non è certamente all’altezza di tante altre ricerche firmate da questo artista che rischia di diventare troppo auto-celebrativo: a volte pare quasi stia facendo il verso a sé stesso.

Tracklist:
_ 1. Psiche
_ 2. Il quadrato e il cerchio
_ 3. Intimità
_ 4. Big Bill
_ 5. L’amore che
_ 6. Silver Fox
_ 7. Bella di giorno
_ 8. Velocità silenziosa
_ 9. Omicron
_ 10. Ludmilla
_ 11. Leggenda e popolo
_ 12. Danza della vanità
_ 13. Coup de Theatre
_ 14. Così o non così
_ 15. Berlino