AL TEATRO ABELIANO A PARTIRE DA GIOVEDI’ 13, REPLICHE VENERDI’ 14 SABATO 15 (ALLE 21) E DOMANICA (ALLE 18), VA IN SCENA IN PRIMA NAZIONALE LO SPETTACOLO “SALOME’- L’ULTIMA TENTAZIONE”. LA CELEBRE VICENDA BIBLICA E’ RIPROPOSTA IN UNA RILETTURA TEATRALE DI, CON E DIRETTA DA VITO SIGNORILE.
Il teatro Abeliano di Bari a partire da giovedì 13 (alle 21), con repliche venerdì 14, sabato 15 (alle 21) e domenica 16 (alle 18), mette in scena in prima nazionale lo spettacolo “Salomè – L’ultima tentazione”, drammaturgia e regia di Vito Signorile.
Lo spettacolo, prodotto dal Centro Polivalente di Cultura Gruppo Abeliano, è interpretato da Vito Signorile (Erode) Massimo Triggiani (Giovanni), Enzo Sarcina (Giullare), Ivan Dell’Edera (Capitano), Antonella Racanelli (Erodiade), Serena Ventrella (Salomè), Fonte Fantasia (Schiava) e Patrizio Altieri, Sergio Antonacci e Vincenzo M. De Sario (soldati).
Lo spettacolo si avvale anche della partecipazione di Sabrina Speranza (coreografie), Michele Iannone (direttore di scena), Ottavia Dattolo, Vincenzo Mascoli, Michele Sivo e Angela Varvara (costumi) e Alessandro Amato (musiche originali).
Salomè (circa 14 d.C. – tra il 62 ed il 71), principessa giudaica, figlia di Erodiade e di Erode Filippo, fu la protagonista di un episodio narrato nei Vangeli di Marco e Matteo.
Erodiade abbandonò il marito e andò a convivere con il cognato Erode Antipa. San Giovanni Battista condannò pubblicamente la condotta dello zio di Salomè; il re allora lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, che aveva ballato per lui, lo fece decapitare. Salomè in seguito sposò il tetrarca Filippo e successivamente Aristobulo, re di Calcide dal quale ebbe tre figli.
NOTE
Erode Antipa fu figlio di Erode il Grande, re di Giudea. Associato alla reggenza dal padre nel 4 a.C., gli successe in toto alla sua morte, quando il regno fu diviso tra i tre figli: ad Erode Antipa toccò la regione della Galilea. Il suo regno tuttavia, come già quello di suo padre, era solo formalmente indipendente, mentre di fatto dipendeva da Roma.
Giovanni il Battista (venerato da tutte le chiese cristiane e santo per tutte quelle che ammettono il culto dei Santi) è una delle personalità più importanti dei Vangeli, e la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù. Insieme a quest’ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano, come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto. La morte per decapitazione ha fatto si che San Giovanni Battista sia divenuto famoso anche come San Giovanni Decollato. La celebrazione del martirio di Giovanni Battista o celebrazione di San Giovanni Decollato è fissata al 29 agosto (probabile data del ritrovamento della reliquia della testa del Battista). Molte chiese, luoghi di culto e città sono dedicate a questo santo. (Con la decapitazione si perde coscienza in pochi secondi e la morte sopraggiunge dopo 1-2 minuti).
Salomè compare nella novella Hérodias (1877) di Gustave Flaubert ed è la protagonista dell’opera Salomè (1893) di Oscar Wilde. Dal dramma di Wilde fu tratto il libretto dell’opera omonima, musicata da Richard Strauss nel 1905. Anche il poeta portoghese Eugenio de Castro scrisse nel 1896 una Salomè. Più labile è il nesso con la storia biblica in Hérodiade di Mallarmé.
Durante un soggiorno a Roma, Erode Antipa intrecciò una relazione con Erodiade, moglie di suo fratello Filippo; ripartendo per la Galilea, la portò con sé e la sposò. Il fatto destò scandalo, in quanto la legge mosaica lo proibiva. Secondo i Vangeli, Erode Antipa fece arrestare San Giovanni Battista, che nella sua predicazione lo rimproverava per la sua relazione con Erodiade: quest’ultima voleva farlo uccidere, ma Erode si opponeva. Durante una festa, la figlia di Erodiade, Salomè, si esibì in una danza che piacque molto a Erode, il quale giurò di darle in premio ciò che ella avesse voluto. La ragazza chiese che le fosse portata su un piatto d’argento la testa di Giovanni Battista: Erode, per non venire meno al giuramento, acconsentì e fece decapitare Giovanni. In seguito, secondo il Vangelo di Luca, Erode Antipa incontrò Gesù durante la Passione. Ponzio Pilato, al quale Gesù era stato consegnato dai sommi sacerdoti perché lo condannasse a morte, venendo a sapere che egli era galileo e quindi apparteneva alla giurisdizione di Erode, glielo inviò perché lo giudicasse lui. Gesù però non rispose alle sue domande; quindi Erode lo rimandò da Pilato.
Sulla terrazza attigua alla sala dove Erode ha radunato a banchetto i cortigiani, il paggio di Erodiade cerca di convincere il giovane capitano a non lasciarsi tentare dalle seduzioni di Salomè. Mentre si sente la voce di Giovanni annunciare l’evento del Redentore e imprecare contro i peccatori. Salomè Esige di vedere il Profeta. Il Capitano, dopo aver cercato di dissuaderla, la asseconda. Giovanni ha dure parole contro l’adultera Erodiade, contro la figlia di lei, Salomè, vergine impudica, contro Erode al quale predice la fine del regno. Salomè si avvicina a Giovanni morbosamente e dà sfogo alla sua folle passione. Le ripulse di Giovanni non fanno che esasperarla. Il Capitano, che ha assistito alla scena, non regge più alla tortura di non poter ottenere l’amore di Salomè e si trafigge col pugnale. Giovanni esorta la figliastra di Erode a cercare la redenzione attraverso il Cristo, quindi ridiscende nella sua prigione. Salomè respinta ha ora un solo desiderio: vendicarsi. Esce Erode insieme a Erodiade; un cupo sgomento assale costui alla vista del corpo del Capitano. Dal fondo della prigione echeggia la voce ammonitrice del Profeta. Il Tetrarca rabbrividisce e per distrarsi invita Salomè a danzare. Salomè pone una condizione: che le venga concesso quello che domanderà, qualunque cosa sia. Erode promette e Salomè esegue la torbida, provocante danza dei sette veli. Alla fine, chiede la testa di Giovanni su un piatto d’argento. Troppo tardi pentito della sua incauta condiscendenza, Erode la supplica di rinunciare e di accettare in cambio i più splendidi doni. Con implacabile, allucinata ostinazione, Salomè pretende il rispetto della promessa. Finalmente Erode cede e consegna al carnefice l’anello di morte. Il carnefice ritorna portando su un piatto la testa mozza di Giovanni: Salomè, ebbra di voluttà, la fissa, le rivolge infiammate parole d’amore, poi la bacia sulla bocca. Erode inorridito ordina ai suoi soldati di uccidere quel mostro. I soldati schiacciano Salomè sotto i loro scudi.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al botteghino del teatro Abeliano (via della Costituente 84, info: 080.542.76.78, costo biglietti: giovedì 13 e venerdì 14 10 euro, sabato e domenica 15 euro, ridotto 13 euro).






