Per quanto strano possa sembrare i maestri macchiaioli veri interpreti dello spirito del tempo e indiscussi protagonisti dell’evoluzione pittorica dell’800, ancora stentano a trovare nell’ambito europeo e a livello internazionale, quel riconoscimento che giustamente meriterebbero. Già il termine “ macchia” da cui prendono il nome, appare meno nobile dell’ “impression” che ha segnato il movimento degli impressionisti.
Ben vengano quindi, quelle esposizioni che con taglio scientifico e filologico ci ripropongono esponenti di spicco di questa mirabile corrente artistica, per ricollocarla nel suo giusto valore. “Silvestro Lega” inaugurata a Forlì il 13 gennaio 2007 rappresenta senz’altro un’ottima occasione per un ulteriore approfondimento critico e una rivalutazione di un artista e di un movimento che, peraltro, ha già ora un vasto pubblico di estimatori.
L’abilità dei curatori è riuscita a conciliare il rigore scientifico con i gusti di un pubblico desideroso di arricchire il suo spirito ammirando capolavori di forte impatto sentimentale. Accanto ad un nutrito e scelto numero di quadri di Silvestro Lega, la mostra espone fondamentali opere di Fattori, Banti, Signorini , Cabianca, Zandomeneghi ed altri significativi maestri macchiaioli.
L’originalità di questa esposizione è dovuta al raffronto fra Lega e i macchiaioli da un lato e alcuni maestri del ‘400 quali Piero della Francesca, Ghirlandaio. Silvestro Lega era infatti un romagnolo nato in provincia di Forlì a Modigliana al limite fra Romagna e Toscana. Questa ambivalenza non poteva non segnare la sua formazione artistica, imbevuto com’era della poetica del Pascoli in sintonia con un altro grande di questa terra romagnola, il sempre più rivalutato poeta Dino Campana: una felice sintesi delle reminiscenze dell’arte toscana e di quel miscuglio di tendenze pittoriche che avevano, fino ad allora, caratterizzato l’arte pittorica in Romagna oscillante fra un naturalismo locale spesso bozzettistico, realismo, descrittivismo figurativo.
La previsione di Diego Martelli sul suo protetto,suo mecenate “ Passerà del tempo, le ossa di tutti noi saranno ormai polvere….quando il rispettabile pubblico e l’inclita guarnigione…sapranno che egli è uno di più robusti, onesti, vigorosi pittori del suo tempo, nel quale visse incompreso ed egli figurerà nella sua gloria”si sta pienamente avverando restituendo in pieno, grazie a mostre come questa, la grandezza di questo sfortunato artista.
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INCONTRO CON GIULIANO MATTEUCCI E LUCIANA PRATI ALLA MOSTRA DI SILVESTRO LEGA
Ci conducono tra le ampie sale della mostra di Silvestro Lega in S. Domenico di Forlì, Giuliano Matteucci, uno dei curatori della mostra e Luciana Prati direttrice della Pinacoteca di Forlì. Alla nostra richiesta su quali criteri sia basato l’allestimento della Mostra , se su un taglio critico o cronologico.
Il critico Matteucci specifica che è stata loro cura evidenziare oltre l’itinerario biografico e artistico di Lega, le pulsioni affettive, ideologiche, socio-politiche che dettarono all’artista l’ansia di esprimerle sulla tela. Inoltre – ecco l’originalità dell’evento – abbiamo analizzato l’ amore, la attenzione dei Macchiaioli e del nostro Lega in particolare riguardo i grandi pittori del ‘400 dal Beato Angelico a Piero della Francesca, da Benozzo Gozzoli a Filippo Lippi, Piero di Cosimo. A proposito di quest’ultimo osservate la sua Maria Maddalena degli inizi del ‘500 . voltandoci vediamo la donna seduta mentre legge del macchiaiolo Michele Tedesco : sembra di scorgere la stessa donna. Oppure questa tela raffigurante “La visita” di Lega, raffrontata al matrimonio della Vergine e alla visita di Maria a Santa Elisabetta del Beato Angelico : stessa preziosità coloristica, stessa ieraticità dei personaggi.. E’ molto stimolante per il pubblico costatare questi raffronti.
Il percorso –interviene la dott. Prati – è impostato per tematismi, soprattutto quello legato al mondo femminile, all’intimità familiare, al lavoro, al paesaggio tosco romagnolo. I suoi quadri riflettono atteggiamenti e sensibilità della sua società indagata principalmente attraverso la rappresentazione dell’animo femminile.
Il realismo di Lega –riprende Matteucci- nasce dall’avere prestato ascolto al libero insegnamento del nostro quattrocento, attingendo a quelle fonti con consapevole creativo rigore analitico. E’ una traduzione analogica e non imitativa dei valori della pittura antica.
Alla nostra domanda se sia stato difficile ottenere le opere dai musei e dai collezionisti privati, e su quali ricadute culturali ed economiche si aspettino da questa esposizione, risponde il critico che è stata una vera fatica e ed è stato necessario un gran coraggio per mettere assieme i macchiaioli con i classici del ‘400 e farli venire a Forlì. La nostra politica, come intende il Presidente Mazzocco, ha un significato ben preciso: non ci interessa il prodotto commerciale ma una mostra di artisti che abbiano un legame con il nostro territorio. Un’altra delle nostre finalità è infatti quella di rilanciare questo nostro meraviglioso San Domenico, come riferimento essenziale dell’arte italiana.
A differenza del Palmezzano, il nostro Lega è un esempio di modernità nei convincimenti , nelle sue passioni civiche e politiche. Egli è un uomo del nostro tempo per la fedeltà agli ideali e per il suo alto senso civico .
Senz’altro – risponde ad una nostra richiesta- il pubblico saprà apprezzare questa rassegna perché oltre ad essere , per merito di Paolucci ,una selezione rigorosissima di Lega e dei macchiaioli, è stata ideata principalmente in base ad un criterio didattico atto a guidare anche il pubblico meno esperto.
“SILVESTRO LEGA, I MACCHIAIOLI E IL QUATTROCENTO”
Forlì – Musei di San Domenico
dal 14 gennaio al 24 giugno 2007
Orario: da martedì a venerdì 9,30 – 19,00. Sabato, domenica, giorni festivi e il 9, 23 e 30 aprile: 9,30 – 20,00.
La biglietteria chiude un’ora prima. Lunedì chiuso.
Ingresso: intero 9,00 Euro. Ridotto € 6 per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, residenti nella provincia di Forlì-Cesena. Speciale € 4 per scolaresche (scuole primarie e secondarie) e disabili.
Gratuito per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, accompagnatore disabile, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino.
Visite guidate: Gruppi 80,00 Euro; scuole 50,00 Euro; visite in lingua 110,00 Euro (le tariffe per gruppi e visite in lingua sono comprensive del servizio di radioguide in mostra)
Prenotazioni: tariffa individuale per singoli e gruppi 1,00 Euro; tariffa scuole 10,00 Euro.
Audioguida : noleggio a persona 4,00 Euro
A cura di: Paolo Baldacci e Gerd Roos, promossa da Fondazione Bano, Comune e Provincia di Padova in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e con il sostegno di Fondazione Banca Antonveneta e Corriere della Sera
Catalogo: Silvana editoriale
Info: tel. 0543 711429 / 711228 / 711486








