“Superman Returns” di Bryan Singer

Il cuore debole dell’eroe d’acciaio

Per qualche anno il paladino del Bene, la guida spirituale dell’umanità, l’Esempio degli esempi non s’è fatto più vedere, tanto da indurre la più che amica giornalista Lois Lane, irata per la «fuga» dell’alter ego di Clark Kent, a scrivere un articolo, premiato col Pulitzer, intitolato “Perché il mondo non ha bisogno di Superman”. Ma un giorno, di ritorno da un viaggio intergalattico alla ricerca del suo pianeta natale, Kal-El torna sulla Terra. Giusto in tempo per contrastare un nuovo, malefico piano criminale dell’acerrimo rivale Lex Luthor. Il mondo ha bisogno di Superman.

Tornano sul grande schermo le avventure dell’eroe senza macchia e senza peccato dei fumetti DC Comics. E questa volta lo fanno affidandosi alle abili mani di un esperto dei fumetti come Bryan Singer, già regista dei primi due episodi cinematografici degli X-Men della Marvel. Orfani del compianto Christopher Reeves (alla cui memoria il film è dedicato), i succinti panni di Superman sono indossati dall’aitante semi-esordiente Brandon Routh, gregario eletto a star per i lineamenti gentili e la somiglianza con l’«originale» supereroe del grande schermo. Il ruolo dell’antagonista Lex Luthor (una volta toccato ad un brillante Gene Hackman), per sua natura istrionico e potenzialmente, almeno in parte, simpatico, è toccato al gigioneggiante premio Oscar Kevin Spacey; mentre il resto del cast, tra cui non spicca Kate Bosworth, nelle importanti vesti di Lois Lane, si limita ad assistere quietamente alle imprese del protagonista, molto più spesso in tutina azzurra che in giacca e cravatta.

Le aspettative erano alte – non poteva che essere così visto il materiale «di culto» trattato –, gli investimenti della Warner altrettanto (si parla di più di 200 milioni di dollari). Ma il risultato non rende merito alla passione con cui Singer si è dedicato al progetto. Il nucleo centrale della pellicola, ambiziosamente orientato verso il tentativo d’introspezione emotiva di Superman e delle persone che gli sono più vicine, cede fracilmente sotto i colpi di una vasta e notevole esplosione di effetti speciali, sicuramente più riusciti della sottotrama sentimentale. L’amore vissuto, taciuto, negato con la reporter del Daily Planet, che durante l’assenza di Kal-El ha messo su famiglia, appare stilizzato e superficiale, ritoccato digitalmente come il profilo dei capelli corvini del protagonista mentre veleggia nello spazio.

Purtroppo anche la narrazione incespica più volte sulla frenesia di spianare ogni asperità del racconto. La trama si fa via via sempre più lineare durante l’incedere del film, e le motivazioni che originariamente sembravano spingere i personaggi si nascondono dietro la piatta consequenzialità degli avvenimenti. L’identità di Superman, il suo cuore più umano che invulnerabile, la sua «missione» di guida dell’umanità, la maggior parte delle volte si riducono a semplificate metafore visive (come l’immolazione cristologica, con tanto di postura cruciforme, per il bene degli uomini tutti e la conseguente veglia in attesa della resurrezione del Salvatore). Il tentativo di mostrare il «lato umano» dell’eroe venuto dallo spazio, il più delle volte si riduce a scene di amore peterno, filiale ed ecumenico che non sembrano scalfire la dura corazza supeficiale di Superman.

Se le sequenze d’azione e la messa in scena sontuosa, soprattutto nell’aspetto visionario delle scenografie, in particolare di una Metropolis simile alla New York post 11 Settembre dopo la scomparsa di Superman, valgono il prezzo del biglietto, non altrettanto si può dire dell’inaspettata – visto il curriculum di Singer – piattezza delle relazioni tra i personaggi, definiti monoliticamente e privi di una reale complessità. E proprio questa mancanza di ambiguità, pur apparentemente ricercata, che poco tempo fa aveva fatto grande il ritorno sugli schermi di un altro supereroe (lo splendido Batman Begins, che pur si prestava meglio alla doppiezza, di Christopher Nolan), a rendere debole il cuore puro e tutto d’un pezzo dell’eroe dal mantello rosso.

Titolo originale: Superman Returns
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Azione, Fantascienza
Durata: 154′
Regia: Bryan Singer
Sito ufficiale: supermanreturns.warnerbros.com
Sito italiano: www.supermanreturns.it
Cast: Kevin Spacey, Brandon Routh, Kate Bosworth, James Marsden, Frank Langella, Sam Huntington, Eva Marie Saint
Produzione: Gilbert Adler, Jon Peters, Bryan Singer
Distribuzione: Warner Bros
Data di uscita: 01 Settembre 2006