Concorso
Uno squarcio di vita americana in una piccola città in cui il tempo è scandito da una tartarughina che macina, lentamente, chilometri su chilometri.
Un’accolita di personaggi bizzarri che vorticano in una storia delirante, visionaria e grottesca nella confusione che segue un black-out dopo un incidente a una centrale elettrica di una cittadina della Pennsylvania, e dopo il quale Donald, un pilota di “demolition derby” (una specie di autoscontro fra vere automobili già mezze distrutte), scompare.
Lo slogan del film proclama: “Una festa per i sensi, una sfida per la mente”. Ed è in effetti una sfida tentare di stabilire un filo conduttore fra la scomparsa di Donald e le storie che si susseguono e si intrecciano: Sadie, la fidanzata incinta di Donald, che decide di partecipare al “demolition derby” con un braccio rotto; Turkeylegs, una bambina di 10 anni nonché migliore amica di Donald, che va alla sua ricerca; Mr. Turnupseed, il padre di Donald, che non ricorda la combinazione del lucchetto di un ripostiglio, ripopsta nell’amato veicolo elettrico a tre ruote che gli è stato rubato; l’anziana signora Ethel Firecracker, disperata senza il suo cane, che partecipa al proprio funerale; Spank Williams, un pasticcione sempre affamato che non riesce a conservare un posto di lavoro…
Ma un filo conduttore, in realtà, non c’è. In questa carrellata di caratteri di lontanissima ispirazione felliniana dall’effimera struttura narrativa ogni personaggio soffre una perdita: Turkeylegs ha perso il suo migliore amico; la signora Firecracker il suo cane; un bambino del campeggio l’uso delle gambe; Mr. Turnupseed una combinazione. Tutto sembra ricomporsi nel finale, a derby ultimato, quando si risolve tutto e nulla al tempo stesso: più o meno tutti trovano ciò che stavano cercando, sospesi tra la dimensione onirica e la realtà, e i fuochi d’artificio di Mr. Turnupseed rallegrano la città.
Primo lungometraggio di Todd Rohal – vincitore del premio speciale della giuria allo Slamdance Film Festival e del premio per il miglior lungometraggio all’Arizona Film Festival – The guatemalan handshake, che trae ispirazione da musica, fumetti, pittura, storie per bambini e personaggi stravaganti, è un film che piacerà agli amanti del cinema indipendente e underground, ma che lascerà tutti gli altri un po’ frastornati a domandarsi quale sia il senso di questa operazione.
Rohal, che prima di questo film ha realizzato i cortometraggi Slug 660 (1998), Single spaced (1998), Knuckleface Jones (1999) e Hillbilly Robot (2001) ha lavorato come direttore della fotografia per produzioni indipendenti, come montatore per Discovery Channel e PBS e come designer e produttore di DVD.
Titolo originale: The guatemalan handshake
Regia e sceneggiatura: Todd Rohal
Fotografia: Richie Sherman
Scenografia: Jim McNamee, Sage Rockermann
Montaggio: Alan Canant
Musica: David Wingo
Suono: Phil Rosati
Costumi: Melissa Clarke, Sage Rockermann
Produzione, distribuzione e vendita: Amalgamated Filmworks LLC,
Brainbox Productions
Cast: Will Oldham, Ken Byrnes, Sheila Scullin, Katy Haywood, Ivan Dimitrov, Cory McAbee
Nazione: U.S.A.
Genere: commedia
Anno: 2006
Durata: 96 min.
Sito internet: ghandshake.com






