Ieri sera c’era il più grande chitarrista del mondo: l’ho visto, l’ho ascoltato. A prima vista sembra la frase d’esordio di un romanzo e invece si addice perfettamente a quanto mi è capitato il 3 maggio scorso.
Se una persona racchiude insieme bravura, qualità tecnica, grande simpatia e naturalezza nel suonare come nel proporsi al pubblico, direi che si è raggiunto il massimo cui un musicista possa aspirare. Tommy Emmanuel è tutto questo e forse qualcosa d’altro: tutti gli appassionati dovrebbero farci un pensierino, senza distinzioni di genere.
Peccato che lui, chitarrista australiano, giramondo scanzonato ed eclettico, si presenti in Italia in poche occasioni, soprattutto per partecipare al Festival Folk di Soave, dove si ritrovano i migliori chitarristi al mondo. Ma, come dice tra un pezzo e l’altro, nel suo cuore l’Italia è diventata la “second home”, merito di tanti amici e del buon vino (“I don’t speak Italian very well, but I know Valpolicella”). E visto che Malo (VI) non è poi così lontano da Soave, il brizzolato ha prolungato di qualche giorno la sua permanenza nel Belpaese, regalando per la terza volta in pochi anni, a un pubblico di affezionati e di nuovi discepoli, uno spettacolo degno dei migliori solisti che il panorama internazionale possa offrire.
Tommy Emmanuel, preceduto dall’altrettanto brava ma meno impressionante Muriel Anderson, dimostra da subito una tranquillità che ha dell’incredibile: compie acrobazie tecniche con estrema naturalezza, senza mai dimenticarsi di ammiccare al pubblico, divertito dalle cento smorfie e dai mille tic dell’artista.
Arriva il momento di duettare con il “suo amore”, ragazza americana bella e bionda, che si cimenta in “Blowing in the wind”: la coppia si diverte un mondo, c’è una tale allegria sul palco…forse sono lì più per piacere che per i soldi e questa è la cosa migliore: suonare semplicemente per il piacere di farlo!
C’è il tempo per un brano dedicato agli aborigeni australiani, “Initiation”, che il chitarrista “crea” percuotendo il suo strumento in ogni punto: basta un po’ di delay e tutta la natura, piogge e temporali, corse nel deserto e balli tribali entrano nel teatro attraverso le casse.
Come bis un medley dei Beatles, suonato tutto da solo: melodia, accompagnamento, giro di basso. Troppo facile sennò.
Sito ufficiale:
www.tommyemmanuel.com







