mercoledì, Luglio 29, 2026
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” Zero Gravity. Franco Albini – Costruire le modernità”

Alla Treinnale una mostra dedicata all'architetto Franco Albini

La Triennale di Milano e la DARC, Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee, presentano la mostra “Zero Gravity. Franco Albini-Costruire le modernità”, in occasione del centenario della nascita dell’architetto e docente milanese.

L’originale allestimento disegnato da Renzo Piano (in collaborazione con Franco Origoni), ben esprime il significato poetico del lavoro di Franco Albini in un ideale omaggio al grande maestro da parte del suo grande allievo. Una suggestiva ragnatela di sottili cavi d’acciaio disegna nell’aria una rete entro la quale vengono sospesi disegni, fotografie, modelli, e testimonianze audiovisive. Seguendo un ordine cronologico lungo gli spazi della Galleria, al piano terra della Triennale, l’obiettivo è offrire un nuovo contributo critico alla conoscenza di una delle stagioni più importanti dell’architettura italiana.

La mostra, la cui cura scientifica è di Fulvio Irace, è organizzata per sezioni tematiche affidate a diversi curatori: Macchine celibi, a cura di Fulvio Irace; La Città Nuova: Milano e l’architettura razionale, a cura di Matilde Baffa; Spazi atmosferici: l’architettura degli allestimenti, a cura di Federico Bucci; Gli oggetti dell’abitare, a cura di Silvana Annicchiarico; Stanze della memoria, a cura di Marco Albini; Modernità e tradizione, a cura di Augusto Rossari; L’arte del porgere: il museo tra Albini e Scarpa, a cura di Marco Mulazzani e Orietta Lanzarini; La tecnologia e la città, a cura di Claudia Conforti.

In mostra il video “Franco Albini: Zero Gravity”, ideato e curato da Paola Albini e Gianluigi Bocceda.

Biografia

Franco Albini (Robbiate, Como, 1905 – Milano 1977) si laurea nel 1929 al Politecnico di Milano, dove l’anno successivo apre il suo studio professionale, esordendo come designer alla IV Triennale di Milano. Nel 1932 elabora, insieme con gli architetti Camus e Palanti, il progetto per il quartiere San Siro a Milano. È attivo nel settore dell’arredamento e degli allestimenti (Casa a struttura d’acciaio, con Camus, Minoletti, Mazzoleni, Pagano, Palanti, V Triennale di Milano, 1933; Padiglione, permanente INA, Fiera di Milano, 1935; Mostra italiana dell’aeronautica, Milano 1934; Mostra dell’abitazione alla VI Triennale di Milano, 1936). Con Camus e Palanti realizza alcuni quartieri di edilizia popolare a Milano: quartiere “Fabio Filzi” (1936), quartieri “Gabriele D’Annunzio” e “Ettore Ponti” (1938-1941).
Progetti in linea con le tematiche e le scelte tipologiche proprie del Movimento Moderno nelle cui fila Albini milita con passione in una personale interpretazione del linguaggio. Dal Movimento Moderno ricava anche una straordinaria capacità di sintesi pratica, applicata a manufatti tanto concreti nella realtà quanto “eterei” nella concezione. Già negli anni Trenta, infatti, i suoi oggetti si distinguono per una personalissima poetica, mediata da una intrinseca genialità tecnologica e strutturale.
Nel campo del design progetta tra l’altro un radioricevitore in metallo e vetro Securit (1938) – l’oggetto viene svincolato dal mobile tradizionale, riducendo il supporto a due semplici lastre di vetro, cui è sospeso l’apparecchio scoperto – nonchè una serie di mobili smontabili destinati alla colonie italiane (1937); la poltroncina Luisa (premio “Compasso d’oro” 1955) e una libreria con struttura tensile in legno e cavi d’acciaio (1939-1949).
Dal 1949 al 1954 è professore incaricato presso l’Istituto universitario di architettura di Venezia. Dal 1952 è libero docente di Composizione architettonica e Architettura degli interni.
Nell’anno accademico 1954-1955 è professore di ruolo presso la facoltà di architettura di Torino, poi professore di ruolo a Venezia e, dal 1964, professore ordinario di Composizione architettonica al Politecnico di Milano.
Tra le sue opere del dopoguerra oltre alla riprogettazione dei i palazzi Bianco e Rosso a Genova (1950-1962), il Museo del Tesoro di San Lorenzo a Genova (1952), e, con Franca Helg che dal 1952 è associata al suo studio, i Magazzini La Rinascente di Roma (1957-1961, premio “Compasso d’oro” 1963) e le stazioni della Metropolitana milanese (1962-1969, premio “Compasso d’oro” 1964) .

“Zero Gravity. Franco Albini Costruire le modernità”
Triennale di Milano
28 settembre – 26 dicembre 06
Conferenza stampa: 27 settembre 2006, ore 11.30
Inaugurazione: 27 settembre 2006, ore 18.30
Progetto di allestimento: Renzo Piano con Franco Origoni
Ingresso: 8 € – 6 € – 5 €
Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì
www.francoalbinicentenario.it