Mercoledì 27 luglio al Teatro Piccolo Arsenale (ore 16.00) prende il via il ciclo di incontri con gli artisti invitati al 44. Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia: sollecitato dal critico e saggista di teatro Andrea Porcheddu risponde l’attore e regista Toni Servillo. Servillo è a Venezia con la sua compagnia per presentare Verso Elvira, frutto di una prima residenza che porterà alla realizzazione di Elvire Jouvet 40 di Brigitte Jaques, le celebri lezioni sul personaggio di Donna Elvira di Molière tenute negli anni ‘40 da Louis Jouvet, un maestro che ha rivoluzionato il teatro del secolo scorso.

L’ingresso all’incontro è libero fino ad esaurimento posti.

La sera (ore 21.00) la tribù immaginaria di Baro d’evel – danzatori, acrobati, attori, ma anche cavalli, pappagalli e un corvo – replica, dopo il festoso successo di Bestias, al Parco tecnologico e scientifico Vega, di Marghera.

Lo spettacolo, che arriva a Venezia in prima italiana inizia all’esterno dal grande tendone collocato nei pressi del Vega (Parco scientifico e tecnologico).  Le ombre magiche dell’illustratore Bonnefrite e i suoni del musicista Nicolas Lafourest accolgono il pubblico e lo guidano fino agli spalti. Davanti agli occhi dello spettatore si apre un mondo fantastico di sogni e illusioni. La pista centrale diventa grotta, labirinto, luogo di passaggio dove acrobazie, danza, musica e risate si susseguono senza sosta per quasi due ore.

Una domanda si cela dietro lo spettacolo. Chi dirige la danza? Chi è veramente l’animale e chi l’uomo? Gli animali qui sono veri e propri attori e non esiste più il vecchio modello del circo domatore-domato. Tutto lo spettacolo si svolge sul sottile crinale tra animale e umano, su ciò che di istintivo e selvaggio c’è in noi e sull’intelligenza e le emozioni di cui gli animali sono capaci, sui legami sottili, rispettosi e teneri che si creano fra gli uni e gli altri.

Fondata nel 2000 da un collettivo di sei artisti e guidata dal 2004 da Camille Decourtye (cantante e acrobata) e Blaï Mateu Trias (clown), la compagnia Baro d’evel è esponente di punta della pluridisciplinarietà del nuovo circo. Con la compagnia collaborano stabilmente l’illustratore/disegnatore Bonnefrite, la compagnia di danza catalana Mal Pelo di Maria Muñoz e Pep Ramis, il musicista Nicolas Lafourest e l’attore Lali Ayguade.

La Biennale Teatro aveva per prima sottoposto all’attenzione del pubblico italiano – nel 1999, 2000 e 2001 – il fenomeno espressivo  che si è affermato in Francia con il nome di Nouveau Cirque: un’area artistica che coniuga i linguaggi del teatro e della pista fondendo recitazione, danza, musica con tecniche di poesia corporea (dalle acrobazie alla giocoleria) tipiche degli spettacoli circensi. Un modello narrativo di formidabile immediatezza ma di complessa strutturazione, che genera stupore ed emozione.

Per lo spettacolo è offerto un abbonamento speciale alle famiglie: 1 adulto e 2 minori sotto i 14 anni pagano 33 euro anziché 50.