Cosa vuol dire essere un padre, oggi?

L’attrice Bryce Dallas Howard per il suo primo lungometraggio da regista sceglie un tema tanto sensibile quanto difficile: esplorare la paternità. Non è un saggio né un documentario che contribuirà a cambiare la società.

Dads è semplicemente un tenero abbraccio, commovente e anche molto divertente. I protagonisti ovviamente sono loro: i papà, che si raccontano.

A partire dal padre della regista, Ron Howard, con uno sfondo colorato, in piedi, davanti alla sua camera, rispondono alle domande di Bryce Dallas Howard: Jimmy Fallon, Ken Jeong, Hasan Minhaj, Neil Patrick Harris, Will Smith, Judd Apatow, Jimmy Kimmel, Conan O’Brien, Kenan Thompson e Patton Oswalt.

Le loro riflessioni sono combinate con la vita quotidiana di altri papà, non famosi, provenienti da diverse parti del Mondo – Brasile, Giappone, Stati Uniti – che stanno creando nuovi modelli di patriarcato. Quello che interessa alla regista è mostrare come sia importante e assolutamente non sminuente il ruolo di uomo, prendersi cura del proprio figlio, anche quando la moglie sceglie di lavorare e il padre resta a casa.

Un padre rimasto genitore single dopo la morte della moglie, che deve affrontare i problemi di saluti del suo bambino appena nato; marito e moglie che fanno parte di una ONG con sede in Brasile che si concentra sulla promozione di un’idea premurosa e non violenta dell’essere uomo; una coppia gay che ha adottato 4 figli e comprato una fattoria per aiutare uno dei loro ragazzi ad affrontare la propria disabilita’; padri casalinghi che si prendono cura della numerosa prole.

Con filmati di repertorio di questi papa’, intervistati dalla camera della regista, con filmini della famiglia della regista, che convoca anche il fratello, padre da poco per la prima volta, insieme ai racconti, perle di affettuosa e disperata emozione, raccontate – ora – come aneddoti tragicomici, delle celebrità, Dads mostra “love and limits” (amore e limiti) del diventare padre.

La privazione del sonno, i rigurgiti, i cambi di pannolini, i pianti, per non parlare poi della fase successiva: l’adolescenza.

In comune quasi tutti gli intervistati hanno in comune un punto di riferimento: il loro stesso padre, visto e ricordato come un eroe. Alla domanda chi e’ un padre, rispondono, infatti un eroe, la definizione dell’uomo che ora sono.

Dads ha una tenera spontaneità nel descrivere questa enorme, affascinante, intensa responsabilita’. Un lavoro di cuore, prima ancora che di testa e questa è la sua forza.